LO
STRANO CASO DI C. V. ALKAN Mi
pare corresse l'anno 1995, quando comperai un cd
della ottima etichetta Naxos (www.naxos.com)
dedicato ad una selezione di brani del compositore
francese Charles Valentin Alkan, contemporeaneo
di Liszt e Chopin, di cui avevo letto sul libro
"Storia del Pianoforte" di Piero Rattalino.
Ero incuriosito perché non avevo mai sentito
nulla di questo compositore, nè avevo mai
sentito nulla nei tanti concerti a cui avevo assistito.
Eppure fu uno dei più grandi pianisti del
19esimo secolo, dotato di una tecnica spettacolare,
e compose moltissima musica.
Ero e sono tuttora interessato
ad ampliare la mia conoscenza degli autori per pianoforte,
di ogni epoca, per migliorare la mia cultura sullo
strumento. Come sempre si nota una predilizione
inspiegabile per i soliti, seppur immortali, autori.
Beethoven, Chopin, Liszt, Schumann, Prokofiev, Rachmaninoff,
sono intoccabilii, ma perché tutti i pianisti
classici suonano sempre gli stessi autori e nessuno
si fa mai promotore della riscoperta di quei compositori
vittime di una autentica ingiustizia storica?
In questo interessantissimo cd,
"The Railway and other piano works", trovai
molti brani interessanti, soprattutto nell'album
delle "Esquisses", e decisi di comperare
lo spartito. Inutile dire che non trovai nulla in
Italia, soltanto a Londra l'anno dopo, da Foyles,
che non a caso si fregia del titolo di "più
grande bookstore del mondo", trovai lo spartito
che cercavo, di cui vedete la copertina nella foto.
Dello stesso autore trovai un altro cd, della "Harmonia
Mundi", contenente la Sonatina e la
Gigue, una breve ed entusiasmante pagina
di una modernità incredibile. Mi sono sempre
chiesto perciò, come mai, per quale strana
ragione un compositore così importante per
la storia del pianoforte sia quasi caduto nel dimenticatoio.
Forse perché era Ebreo? È forse stato
oscurato dai suoi più innovativi contemporanei?
Il mistero rimane. Ebbi anche l'occasione di parlare
con una paio di pianiste diplomate al conservatorio,
che di Alkan non avevano mai letto, studiato o sentito
nulla.
La parentesi che mi sento di aprire
è d'obbligo. C'è chi studia il pianoforte
come una qualsiasi materia di studio, si diploma
e si dedica allo strumento senza avere una vera
passione. Dall'altra parte ci sono invece persone
(come me) che seppur non diplomate, lo strumento
lo sentono e lo amano veramente, e con passione,
prendendo spunto da qualsiasi esauriente libro di
storia dello strumento, decidono di approfondire
la conoscenza degli autori poco conosciuti. Da
qui parte una critica verso chi si occupa della
didattica nei conservatori italiani. Possibile che
certi autori non vengano nemmeno citati degli stessi
insegnanti? Emblematico episodio, questa mia triste
conversazione con chi pensavo, in quanto diplomato
in piano, conoscesse quantomeno gli autori più
importanti della musica per piano. Ma sono sicuro
che se con gli stessi interlocutori (in questo caso
interlocutrici) avessi parlato di qualche grande
pianista contemporaneo come Jarrett, Evans, o chiunque
altro, il risultato sarebbe stato il medesimo. Non
c'è quindi di che stupirsi se ci sono ancora
concerti dedicati interamente a Beethoven, haydn,
Mozart...
Del resto in Italia questa istituzione
si chiama "Conservatorio": il nome è
quantomai esplicativo.
Tornando ad Alkan, non cercai
altri cd, però per cura curiosità
e statistica personale, in tutte le occasioni in
cui sono
andato in qualche negozio di dischi o spartiti,
ho cercato qualcosa. L'ultima volta è accaduto
a Milano, in due grossi negozi come il FNAC e Ricordi.
Ebbene, nessun cd, nessuno spartito. Alla lettera
A, tanti illustri sconosciuti, di Alkan neanche
l'ombra. Per una città con i più grandi
negozi del settore, una grave mancanza.
La mia passione per questo autore
si è riaccesa di recente, quando, dopo varie
e varie ricerche su internet, sono entrato in contatto
con un paio di collezionisti tedeschi di musica
rara per pianoforte. Scrissi su un forum che cercavo
la Gigue di Alkan, e con mia enorme sorpresa dopo
qualche giorno ricevetti risposta, e lo spartito
in PDF nella mia casella di posta. Ora, grazie a
questi contatti, sto iniziando un proficuo scambio
di spartiti di quegli autori "dimenticati".
Un altro autore poco conosciuto
che ha scritto intessantissime pagine per piano,
e di cui ora ho molti spartiti grazie a mia moglie
e ai miei amici appassionati tedeschi, è
M. K. Ciurlionis,
pianista e pittore lituano (1875-1911), unico valido
esponente della scuola nazionale lituana, che sfortunatamente
non ha raggiunto la gloria di altri rappresentanti
nazionali del nord europeo come Grieg o Sibelius.
Anche qui verrebbe da chiedersi il perché:
una barriera culturale tra i paesi dell'ex blocco
sovietico e l'occidente ha impedito a certi autori
di tramandare il proprio valore? Più semplicemente,
non ha Ciurlionis composto melodie di grande impatto
per garantirgli gloria ai posteri? Eppure, la musica
per pianoforte è a dir poco affascinante,
molte pagine sono davvero belle, come la Fughetta
o il Preludio in si minore.
Come trovare la sua musica? Io
scaricai molte cose quando esisteva il mitico audiogalaxy,
programma di sharing ineguagliabile per la sua mole
di brani e la possibilità di trovare qualsiasi
autore. Anche la naxos ha pubblicato dei cd di questo
autore, poi ci sono alcune etichette reperibili
solo andando il Lituania. I collezionisti tedeschi
con cui sono in contatto questo autore lo conoscono,
sanno del suo valore e della sua genialità
espressa anche nei suoi bellissimi quadri. Li potete
vedere al sito http://neris.mii.lt/art/ciurlionis/chronol.html
.
Non voglio osare nel chiedere
a qualche pianista italiano se lo conosce...
Inutile dire che sono a completa
disposizione per chiunque voglia approfondire la
conoscenza di questi due autori. Nicola Morali, 23 febbraio
2003