Ho avuto l'occasione
di ascoltare il cd "Gulda Plays Gulda"
nel 1993, su suggerimento del mio amico e personale
fonico di quel periodo Daniele Tebaldi, che lo aveva
avuto in prestito da un suo amico dipendente della
Philips Italia. Ne rimasi subito affascinato ed
è sempre stato da allora un mio costante
punto di riferimento nell'approccio al fraseggio
pianistico jazzistico visto e reinterpretato da
chi ha le sue basi nella musica classica. Inconsciamente
in gran parte delle mie composizioni e improvvisazioni
ho guardato a Gulda, con profonda ammirazione verso
chi fu capace di essere probabilmente il maggior
inteprete beethoveniano del 1900 e allo stesso tempo
un formidabile improvvisatore capace di competere
in emozionanti duetti con Chick Corea o Herbie Hancock.
E le sue composizioni, permeate di jazz ma ricondotte
alla forma classica del tema con variazioni, del
preludio e fuga, della sonatina, sono assolutamente
esemplari. Il disco in questione, del 1984, di cui
vedete qui a fianco una sbiadita riproduzione ottenuta
da una fotocopia in bianco e nero, è purtroppo
fuori catalogo, e ben pochi pianisti sono a conoscenza
del ruolo di Gulda nel pianoforte contemporaneo
al di là del suo, seppure importantissimo,
ruolo di esecutore. Come mai sia fuori dal catalogo
Philips Classic, (sebbene sia riconosciuto dal database
di gracenote.com che entra in funzione ogni volta
mettiamo un cd nel lettore del computer connessi
ad internet), è un mistero, forse mi toglierò
questa curiosità scrivendo alla Philips di
persona. Una ragione può essere che contiene
due brani delle Children's Songs di Chick Corea,
e probabilmente ci sono stati problemi di diritti
d'autore tra la Philips e chi detiene il copyright
delle composizioni di Corea. Per anni ho cercato
informazioni su internet, e ho invano cercato, anche
a Londra e Milano, qualche spartito del Gulda compositore,
e solo di recente, quasi per caso, ho trovato in
rete il sito web del distributore dello spartito
di queste composizioni, il viennese Weinberger,
all'indirizzo http://www.weinberger.co.at
. Il libro, di cui vedete la copertina in basso,
è edito dalle edizioni Papageno. Ho così
comperato, ad un prezzo forse esagerato (38 euro
più spese di spedizione) lo spartito che
cercavo da 9 anni e devo dire che lo ho fatto con
piacere, soprattutto per il "Prelude and fugue",
composizione che mi emoziona ad ogni ascolto. Di
recente sono venuto in contatto anche con alcuni
collezionisti tedeschi di rara musica per pianoforte,
che erano già in possesso di questo spartito
e che mi hanno anche inviato la versione Pdf Acrobat
dello stesso. Sarà un piacere per me come
esecutore, se ne avrò l'occasione, di suonare
in pubblico qualcuna di queste musiche, e spero
anche come didatta di proporle a chi vuole studiare
e ascoltare qualcosa di diverso, qualcosa che è
ancora da scoprire.
Devo però ammettere che
le sue composizioni sono di difficile esecuzione
e richiedono una notevole tecnica.
Friedrich
Gulda, nato nel 1930 a Vienna, si è spento
il 27 Gennaio 2000. Il 29 marzo del 1999 aveva simulato
la sua morte per presentare la sua ultima opera,
intitolata "Resurrezione", e ironia della
sorte vuole che la data del suo reale decesso sia
stata così vicina a quello simulato. "Cerco
di non dover scegliere", questo è sempre
stato il suo motto, dal 1960 in poi sempre in bilico
tra musica classica e musica afro-americana. nel
1960 fondò l'EuroJazz Orchestra, suonando
- al pianoforte e al sax baritono - con altri grandi
solisti come Chick Corea, Phil Woods, Freddie Hubbard
e Cecil Taylor, e, recentemenente, anche con Markus
Stockhausen. Nel corso degli ultimi anni aveva perfezionato
un tipo di recital decisamente anomalo, che non
piaceva ai puristi ma sicuramente divertiva le grandi
audiences; una prima breve parte classica, una seconda
incentrata sulle sue composizioni e sulla rivisitazione
di celebri standards jazz, magari anche con l'ausilio
di altri musicisti. Indimenticabile il concerto
"Mozart no end", dove a metà concerto
entrano in scena Joe Zawinul e la sua band. Tutti
i concerti, sempre rigorosamente senza le luci spente
in sala, con Gulda vestito in maniera trasandata,
zuccotto di lana in testa, impegnato anche a descrivere
tutti i brani eseguiti di volta in volta. Non bisogna
però dimenticare la sua biografia "classica":
nato a Vienna il 16 maggio 1930, entrato all'Accademia
a otto anni, a sedici anni vinse il Concorso di
Ginevra, a ventiquattro eseguì per la prima
volta in pubblico il ciclo completo delle "Sonate"
di Beethoven. Negli anni settanta incise alcuni
"Concerti" di Mozart con Claudio Abbado
che lo considera un suo "maestro".
Eseguì in particolare Mozart, Beethoven,
Debussy, e ovviamente Gulda, con un probabile disappunto
da parte dei tradizionalisti.
È frequente vedere sulle
tv satellitari tematiche i suoi concerti, sia classici
che jazz, molto meno facile trovare i suoi dischi
jazz, soprattutto quelli degli anni 60, molto probabilmente
non ancora disponibili su cd, ma soltanto reperibili
da qualche collezionista. Non rimane da sperare
che, così come è avvenuto per Glenn
Gould, qualcuno (Philips, Sony?) decida di produrre
una doverosa collana retrospettiva per rendere omaggio
ad uno dei più grandi pianisti del '900.
Nel 2000 ci ha pensato il ciclo "musica"
del quotidiano "La Repubblica", che ha
proposto due cd, uno classico e uno jazz (un concerto
insieme a Chick Corea). Per tutto quanto giace dimenticato,
con una buona dose di ottimismo, ne riparleremo
nel 2010, per il primo decennale dalla scomparsa.
PS: del suddetto cd ho una copia masterizzata, che
la Philips mi perdoni (colpa sua che non lo ristampa!) Nicola Morali, 21 febbraio
2003