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TORI AMOS

Tori Amos Live
Tori Amos live

   E' un personaggio della musica dei nostri tempi che in una certa misura prosegue il viaggio nel terreno dell'espressività e complessità di contenuti tanto cari a figure chiave degli ultimi decenni come Joni Mitchell e Kate Bush. L'orecchio di chi solitamente segue prima di tutto la musica e poi le parole difficilmente può essere conquistato da Tori al primo ascolto, tale è l'impressione di complessità dei testi, del rilievo evidente che questi hanno nel contesto musicale, del contenuto melodico che spesso viene posto in secondo piano rispetto ai contenuti delle liriche.
   Un po' figlia del progressive, della psicadelia, del rock mai banale, talvolta riesce anche a fare centro nelle classifiche con canzoni che sono immediate anche musicalmente, come nel caso di "China", "Leather", "Cornflake Girl", "Strange". Ho avuto modo di scoprirla nel 1996 e non ai tempi del suo disco-rivelazione, "Little Earthquakes" del 1992, perché mi trovavo a Londra e mi stupii del fatto di vedere sue foto in molti store di musica e gadgets di artisti in voga, solo dopo un po' di tempo approfondendo il personaggio capii che aveva preso il posto di Kate Bush nei cuori degli inglesi, per la somiglianza stilistica, per lo strumento in comune, e per anche una indubbia somiglianza vocale. Ho poi comperato qualche suo disco e sto scoprendo il suo universo musicale soprattutto in questi ultimi mesi, dopo avere iniziato a leggere qualche traduzione in italiano dei testi delle canzoni più recenti.
   Ascoltando l'ultimo lavoro di Tori Amos, "Scarlet's Walk", ci si accorge che a nove anni di distanza dal primo disco non ci sono state particolari evoluzioni: il suono asciutto e mai dichiaratamente moderno (scarsissimo uso di elettronica e disinteresse per le mode), l'uso della voce, lo stile sempre fedele ad una precisa linea: forse tutto questo è positivo perché la qualità dei lavori è tale da non aver bisogno di una evoluzione, di un cambiamento di rotta. Pochi artisti al giorno d'oggi possono permettersi di realizzare un "concept album" dello spessore di "Scarlet's Walk", oggi che gli anni '60 e '70 sono sempre più lontani e le regole del business chiedono semplici album di canzoni, adatte alle terribili regole delle radio. Ma forse tutti questi problemi sono sempre esistiti…c'è una musica che strizza l'occhio al mercato, un'altra che - per fortuna - mira di più al contenuto.
   Questo ultimo lavoro lo consiglio caldamente, perché la critica lo ha definito uno dei migliori dischi del 2002 ed è effettivamente molto bello, ma se possibile vi consiglio anche di accompagnare l'ascolto alla lettura dei testi tradotti in italiano, che potete trovare nel forum del bel sito italiano www.toriamos.it. Luogo ideale per l'ascolto: una poltrona, con la raccomandazione di non fare altro…ci sono musiche da sottofondo (anche se può essere offensivo per chi le crea, e me ne scuso), ma non è il caso di quella di Tori Amos.
   Una curiosità: Tori suona solo su pianoforti Bosendorfer, probabilmente i più esclusivi, certamente i più costosi sul mercato.

Nicola Morali, 17 Novembre 2003