Aziza Mustafa Zadeh, concerto ad Anghiari, 20-11-2009

 

Aziza Mustafa Zadeh ad Anghiari

Aziza Mustafa Zadeh ad Anghiari

Vi ritorno a parlare di Aziza Mustafa Zadeh, perché la scorsa settimana c’è stata la grande possibilità di rivederla finalmente in concerto in Italia, dove mancava dal 2004, ma sembrava quasi la prima volta, sia perché erroneamente indicato dagli organizzatori nel presentare il concerto, ma anche per le tante persone incuriosite accorse per l’occasione, per l’eco data all’evento anche dal servizio del tg3, che ha quasi fatto sembrare il concerto un vero esordio per la platea italiana. Ero un po’ scettico per le dimensioni del teatro, ma tutto sommato l’atmosfera intima, il fascino del luogo più volte sottolineato dalla stessa Aziza, la sua bravura e la qualità del suono, hanno contribuito a regalarci una grande emozione. 
E così, mentre gran parte del pubblico italiano aveva da poco affollato i teatri per Sakamoto -tranne il sottoscritto che pur avendolo nella propria città ha perso l’occasione di trovare un biglietto in posizione decente- non mi sono però lasciato sfuggire l’occasione di andare a sentire e finalmente (quasi inaspettatamente) conoscere la mia pianista preferita. Il concerto si è basato sul materiale degli ultimi due album più qualche inedito, ma sempre nella medesima direzione musicale, un stile pianistico contemporaneo permeato dalle influenze della musica popolare azera, ma con sempre più radicate basi centro-europee, Da Bach al tardo romanticismo, più l’esecuzione di alcune arie d’opera, anche in italiano, rivisitate da Aziza. Chi si aspettava qualcosa di più Jazz, più vicino ai suoi primi lavori, dovrà aspettare altri momenti, anche perché giustamente la cornice e la rassegna erano più adatti a questo discorso musicale, che sembra essere ora quello più consono alla pianista. Ne ho già tessute le lodi in altri miei articoli, ho trascritto e suono alcuni suoi pezzi, certo vederla la prima volta dal vivo, vedere la sua eleganza alla tastiera, la sua sfavillante tecnica non solo sullo strumento ma anche alla voce è stata una emozione che porterò a lungo nei miei ricordi più belli.
Ma, bellezza del concerto a parte, è stato il seguito ad essere una grossa sorpresa ed ancora più emozionante, se possibile.

Mi ero portato qualche cd per farlo firmare, anche per avere una occasione per avvicinarmi, per un doveroso saluto e i complimenti di rito. Certo, avrei voluto dire che adoro la sua musica, la trascrivo e la diffondo, un po’ aiuto a farla conoscere in Italia, ma per timidezza non ho detto nulla. Per fortuna che c’era sua madre Eliza, che è anche sua manager, che mi ha riconosciuto e mi ha chiamato per nome, nel momento in cui mi ero defilato un attimo dopo la firma che mi ero fatto fare sul cd di “Shamans”. Sono rimasto bloccato, incredulo. Di solito sono gli artisti noti ad essere riconosciuti, in questo caso mai mi sarei aspettato di essere chiamato per nome, di sapere di essere conosciuto da Aziza da almeno un paio di anni. Lei nella sua timidezza non me lo aveva detto nel momento in cui mi firmava il cd. I miei rimandi al suo sito, le mie trascrizioni e la grande passione per la sua musica non erano dunque passati inosservati. Il coronamento di un mio sogno. E, se non dovesse bastare, il sentirmi dire di essere considerato come un fratello (per una storia lunga e affascinante che per ora non sto a raccontarvi), che le mie musiche le suonano familiari, e il trattamento squisito nei miei confronti anche da parte di sua madre, sono sufficienti a rendere una serata del genere assolutamente indimenticabile. E successivamente, dopo i saluti in teatro, il rivedersi ancora al rinfresco del dopo concerto, l’onore di stare allo stesso tavolo e chiacchierare del più e del meno, la sensazione di stare con persone che ti sembrano così familiari, o amici ritrovati, ti lasciano quasi senza parole. Oggi, dopo una settimana, mi ritrovo a riodinare le idee, fare i conti con le tantissime cose che avrei voluto chiedere ma che per l’appagamento di stare seduti di fronte ad una artista di tale levatura non sono riuscito a dire, e riascolto tutto quanto ha creato. Di qualcosa di musicale abbiamo però parlato, della conferma che di sua penna non ha scritto nulla dei suoi brani e che riesce a ricordarli tutti (beata lei), dell’invito ad approfondire ulteriormente la conoscenza di suo padre Vagif Mustafa Zadeh, pianista jazz fenomenale, che avuto due sfortune, di essere prematuramente scomparso a 39 anni, e di essere stato ingabbiato dal regime sovietico, che in parte osteggiava il jazz e in qualche modo ha impedito ad un artista di notevole levatura di trovare il suo posto al fianco di altri giganti del pianoforte contemporaneo. Dizzy Gillespie, noto trombettista jazz, ebbe a dire che era un pianista di un altro pianeta, la sua musica era il futuro. Lo sto a poco a poco scoprendo, ed è fonte davvero di grande emozione e sorpresa.
un grazie speciale a mia moglie Inga che con determinazione ha voluto portare dal nostro giardino una bella rosa rossa che Aziza ha particolarmente gradito, io di mia iniziativa non me la sarei sentita, mai immaginando di poterla avvicinare, e avevo prorio torto!
Un saluto anche agli amici di Roma, che mi hanno riconosciuto in platea e con cui abbiamo parlato piacevolmente di Aziza e non solo (ho visto che avete fatto delle foto, mi piacerebbe vederle!).
Un grazie anche agli organizzatori, il teatro di Anghiari è molto pittoresco, e il centro storico medievale del paese, che non avevo mai visto, anche nelle luci artificiali di una sera autunnale, vale davvero una visita.
Per chi ancora non conosce Aziza ed è stato (spero) incuriosito a volerla ascoltare, l’invito è prima di tutto a vedere i video su YouTube, poi per l’acquisto dei cd anche Ebay non è male, mentre per gli ultimi due lavori l’acquisto è alla fine dei concerti oppure tramite il sito ufficiale.

Antonio Calfapietra scrive:

Grande Nicola, sono felice per te. Un’esperienza simile te la sei meritata.
Io purtroppo non ho potuo assistere al concerto per motivi di lavoro ma il tuo resoconto mi ha dato un’idea dell’atmosfera. Speriamo di conoscerci al prossimo concerto di Aziza, magari a Pescara. Ciao!

Antonio Calfapietra

02/12/09 11:35:07

Silvia Coppo scrive:

Grazie Nicola per l’invito a leggere questa bella cronaca che include la tua esperienza! Non conosco questa pianista ed ora mi piacerebbe sentire qualche suo pezzo.
Silvia
16/12/09 22:20:57

Gianfranco scrive:

Grazie per il post;il tuo racconto mi ha commosso. Essendo un fan di Aziza posso capire quello che hai provato!! 🙂
12/01/10 22:13:50
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