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Categoria: ascolti
scritto da: nicola

Aziza Mustafa Zadeh in AnghiariVi ritorno a parlare di Aziza Mustafa Zadeh, perché la scorsa settimana c'è stata la grande possibilità di rivederla finalmente in concerto in Italia, dove mancava dal 2004, ma sembrava quasi la prima volta, sia perché erroneamente indicato dagli organizzatori nel presentare il concerto, ma anche per le tante persone incuriosite accorse per l'occasione, per l'eco data all'evento anche dal servizio del tg3, che ha quasi fatto sembrare il concerto un vero esordio per la platea italiana. Ero un po' scettico per le dimensioni del teatro, ma tutto sommato l'atmosfera intima, il fascino del luogo più volte sottolineato dalla stessa Aziza, la sua bravura e la qualità del suono, hanno contribuito a regalarci una grande emozione.
E così, mentre gran parte del pubblico italiano aveva da poco affollato i teatri per Sakamoto -tranne il sottoscritto che pur avendolo nella propria città ha perso l'occasione di trovare un biglietto in posizione decente- non mi sono però lasciato sfuggire l'occasione di andare a sentire e finalmente (quasi inaspettatamente) conoscere la mia pianista preferita. Il concerto si è basato sul materiale degli ultimi due album più qualche inedito, ma sempre nella medesima direzione musicale, un stile pianistico contemporaneo permeato dalle influenze della musica popolare azera, ma con sempre più radicate basi centro-europee, Da Bach al tardo romanticismo, più l'esecuzione di alcune arie d'opera, anche in italiano, rivisitate da Aziza. Chi si aspettava qualcosa di più Jazz, più vicino ai suoi primi lavori, dovrà aspettare altri momenti, anche perché giustamente la cornice e la rassegna erano più adatti a questo discorso musicale, che sembra essere ora quello più consono alla pianista. Ne ho già tessute le lodi in altri miei articoli, ho trascritto e suono alcuni suoi pezzi, certo vederla la prima volta dal vivo, vedere la sua eleganza alla tastiera, la sua sfavillante tecnica non solo sullo strumento ma anche alla voce è stata una emozione che porterò a lungo nei miei ricordi più belli.
Ma, bellezza del concerto a parte, è stato il seguito ad essere una grossa sorpresa ed ancora più emozionante, se possibile.

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Categoria: ascolti
scritto da: nicola

Keith Jarrett - Paris/London testamentOttobre 2009, con l'arrivo dell'autunno arrivano sul mercato due interessanti uscite discografiche ad opera di un paio di artisti molto diversi ma di indiscutibile riferimento per lo strumento pianoforte: Keith Jarrett e Ryiuchi Sakamoto. Il pianista americano esce con ben 3 cd in una volta, con un'opera intitolata "Paris/London: testament", un titolo piuttosto enigmatico che non si capisce se voglia lasciar presagire che si tratti dell'ultimo tassello che Jarrett intende incastonare nella sua ben nutrita discografia dedicata ai concerti di musica improvvisata al pianoforte. Una uscita speciale che celebra anche i 40 anni della storica etichetta ECM, e che nel comunicato di presentazione tende bene a sottolineare quanto questo nuovo Jarrett si ponga come uno dei migliori lavori per solo piano, al pari dei concerti di Vienna, dei Sun Bears e ovviamente di quello di Colonia. Difficile a dirsi, difficile capire quanto Jarrett possa aggiungere a quanto già detto, soprattutto da lui stesso. Forse la forma più controllata dei brani, una misura più contenuta della musica, come già iniziato nel precedente "Radiance" può giovare alla fruibilità dell'opera. Per il momento possiamo ascoltare qualche minuto di ciascuna traccia sul sito della Universal, cliccando QUI.

Ryuichi Sakamoto fa uscire in Europa, in concomitanza con il suo tour per solo piano nei teatri, un nuovo disco intitolato "Playing the piano", di cui si può avere notizia sul suo sito ufficiale, a questa pagina. In realtà si tratta di una compilation di brani tratti da precedenti lavori, tra cui dei veri e proprio classici del suo repertorio, con l'aggiunta di due inediti. E' sempre più difficile trovare i lavori di Sakamoto nei nostri negozi, per il momento non c'è una preview di questo nuovo lavoro ma sicuramente ne riparleremo più avanti, dopo avere avuto modo di valutare l'eco dei suoi concerti italiani.

24/05/06: Critiche a vanvera

Categoria: ascolti
scritto da: nicola
Qualche sera fa riascoltavo qualche canzone del primo disco di Chiara Civello, pianista e cantante jazz, prima artista italiana ad entrare nella elite degli artisti della prestigiosa etichetta Verve. Curiosando in rete sono andato a cercare qualche parere sul suo disco, e come spesso capita mi sono imbattuto nell'ormai noto debaser. L'idea di fondo di questo sito è lodevole, uno spazio libero e senza censura dove chiunque può recensire i dischi che ama o che sconsiglia. Se è vero che non si dovrebbe guardare un'unica recensione prima di decidere se prestare attenzione verso un'artista, è da notare che ho già letto diverse recensioni su questo sito che mi hanno lasciato perplesso, e quella sulla Civello quasi mi ha infastidito...

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Categoria: ascolti
scritto da: nicola
Questi ultimi giorni li ho dedicati al proseguimento della stesura di alcuni miei spartiti -che noto con piacere essere molto richiesti-, ma soprattutto alla ricerca di un possibile contatto con Aziza (vedi articolo precedente). La cosa è quantomeno avvincente perché in tempi come quelli che viviamo, dove ben difficimente un'artista non ha un proprio sito o un recapito rintracciabile da qualche parte in rete, per quanto riguarda lei invece l'email principale del suo sito '.com' non funziona, alcuni siti di appassionati rimandano all'agenzia che ne organizza le date con sede a Mainz (Magonza) in Germania -presso cui ho scritto ma senza risposta-, e anche la ricerca di un indirizzo di casa non ha portato a grossi risultati, per ora. Questa ricerca non è il semplice passatempo di un ammiratore, perché nell'ultima settimana ho trascritto il suo brano per solo piano "Melancholic Princess" dal cd "Shamans", un lavoro appassionante di codifica a orecchio battuta per battuta...

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23/10/05: Aziza

Categoria: ascolti
scritto da: nicola
Aziza Mustafa Zadeh Quando il talento per l'improvvisazione si mescola alla musica azera e alla magia del mugham, all'inclinazione per il jazz e al grande amore per la musica classica, la miscela che ne risulta può essere qualcosa di quasi miracoloso, magnetico e di enorme fascino. Devo ringraziare l'assoluta casualità della mia tardiva scoperta: una mia allieva aveva con sè un cd con il solo nome "Aziza" scritto sopra, e l'ascolto di un solo minuto è bastato a stregarmi e così immediatamente mi sono messo alla ricerca di questa artista geniale di cui in Italia effettivamente ancora poco si è parlato.

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