Ho vissuto e sto vivendo come molti di quelli della mia generazione il passaggio dal mondo "analogico" a quello "digitale", sotto ogni aspetto della tecnologia, non soltanto per quanto riguarda la musica. Nei primi tempi abbiamo tutti salutato trionfalmente l'avvento della tecnologia digitale che ci ha portato una serie di vantaggi in termini qualitativi, ma ci ha regalato una estrema inconsistenza e fragilità che tutto quanto era analogico non possedeva. In termini pratici, un graffio in un cd può renderne impossibile la lettura, un guasto in un hard disk ci fa perdere preziosissimi dati senza praticamente poterci far nulla. I nostri vecchi album fotografici tradizionali forse col passare degli anni peggioreranno per la qualità dei colori, ma non sono altrettanto fragili quanto una intera memoria fotografica, che può essere completamente annullata distruggendo un cd o danneggiando un hard disk, così come un segno su un disco ellepì non produceva tanti danni come può accadare su un cd. Comodità vuole dire fragilità.

Mi piace passeggiare per i mercatini di cose vecchie, curiosare tra tutta la memoria del secolo passato, amo scorrere i dischi in vinile (che continuo a comperare con passione), guardare le riviste e sorridere leggendo le vecchie e ingenue pubblicità in bianco e nero di un tempo. Una persona mi ha detto che sta convertendo ogni libro che usa a scopo didattico in pdf. Certamente, in pdf nello spazio di un solo cd ci possono stare migliaia di pagine, ma se un giorno di un futuro imprecisato ogni cd masterizzato dovesse cancellarsi, o se subentrassero nuovi sistemi di memorizzazione non più compatibili con tutto questo lavoro di conversione in pdf, che ne sarebbe di tutto ciò? La fragilità del mondo digitale sta anche nel suo essere impalpabile: già ho accettato con tristezza di non vedere il disco girare quando riproduco i cd nel lettore, di non avere più tra le mani la bellezza artistica di un degno artwork che le dimensioni del vinile permettevano, e dato che il futuro pare indirizzato alla sola musica in download, con il formato cd che appare sempre più obsoleto alla luce della diffusione esponenziale dei lettori mp3, mi sorge spontanea una domanda. Nei mercatini di antiquariato del futuro...di fronte a cosa ci si troverà davanti? Cosa potranno toccare le mani dei nostalgici e curiosi del mondo del passato?