C'è un lavoro di intima soddisfazione che amo molto, e che non ha prezzo date le molte ore che richiede, dedicato alla accurata scrittura su spartito di quella musica pianistica che non esiste pubblicata e disponibile per tutti quanti vogliano eseguirla. Molta bellissima musica non viene neppure mai ufficialmente pubblicata da qualche editore perché non avrebbe un riscontro di vendite tale da giustificare l'investimento, e inoltre molta musica non viene neppure rilasciata dagli stessi autori su spartito per via del troppo lavoro che questo richiede. Del resto, non dimentichiamo che molti spartiti di autori jazz esistono solo come ottime trascrizioni, dal "Koln Concert" di Jarrett, a molto materiale di Herbie Hancock o Chick Corea, come anche per i brani di Petrucciani raccolti in songbook, o gli stessi "Real Book", nati per definizione grazie al contributo dei musicisti che hanno fissato su carta la gran parte del patrimonio delle songs che sono la base del repertorio jazzistico. Certo, scrivere una linea melodica con le sigle degli accordi è cosa molto più semplice di un vero arrangiamento pianistico, ed è anche la ragione per cui molta musica italiana esiste in commercio solo in questa forma. Proprio per questo motivo nell'ultimo anno, una volta che si è sparsa la voce di una mia trascrizione pianistica di "Solo per te" dei Negramaro, mi sono giunte decine e decine di richieste dello spartito da me realizzato. Molti erano scontenti di quello trovato in commercio, dunque a volte un piccolo sforzo in più da parte di chi decide di pubblicare degli spartiti di gruppi di successo penso non guasterebbe.

La vera soddisfazione sta comunque nel trascrivere brani difficili, pur sapendo che questo farà la gioia solo di un gruppo limitato di persone, come nel caso del mio lavoro dedicato ad Aziza Mustafa-Zadeh, che in parte ho contribuito a rendere un po' più famosa in Italia, stando almeno a quanto mi hanno riferito diverse persone via email. Come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, pare che lei non ne voglia sapere di pubblicare degli spartiti, il lavoro è troppo duro, ma di persone disposte a suonare quanto scrive ce ne sono eccome! Quindi, da un lato per il mio contributo, ma soprattutto grazie ad un altro trascrittore che lavora in Francia e con cui sono in contatto, il materiale su di lei sta diventando corposo, al punto che tra non molto se ne potrebbe ricavare un libro. Su di lei mi sono prefissato di trascrivere almeno un brano all'anno, e infatti sto per terminare una composizione tratta dal suo penultimo album, che pubblicherò sul sito appena disponibile. Gli spartiti che possono essere oggetto di contenzioso da parte dei rispettivi autori per via del loro appetibile valore commerciale preferisco non metterli direttamente in download sul sito, ma sono comunque disponibili previa richiesta, e assolutamente gratis. In sostanza, non voglio mettere in download direttamente molte delle cose trascritte se queste sono o saranno in commercio, anche se in forma, diciamo, più "scarna" rispetto alla mia. La mia ultima trascrizione in ordine di tempo riguarda Giovanni Allevi: lo scorso marzo mi era stato richiesto lo spartito del suo "Monolocale 7.30 a.m.", brano tratto dal disco "composizioni" e anche ripreso nel disco "AlleviLive" appena uscito, e trovandolo molto bello, anche per l'interesse didattico che può avere, l'ho iniziato e poi ripreso solo di recente, completandolo la scorsa settimana. Ho letto che è un brano di Allevi piuttosto ricercato dai molti pianisti che si cimentano nel suo repertorio, e siccome mi sono giunte voci di una sua probabile futura pubblicazione ufficiale, anche questo non lo voglio pubblicare direttamente in download su questo sito, anche se già sta circolando dopo che l'ho spedito a chi me ne ha fatto richiesta. Certo, non sono l'unico trascrittore che ha realizzato qualcosa su di lui, però andare contro l'interesse commerciale di un editore (Carish), alla luce dei dati che dicono che i suoi spartiti negli ultimi due anni sono stati un assoluto best-seller del settore, mi dispiace un po', ma pazienza, si sappia che il mio è puro scopo didattico! E, comunque, alla fine chi si accinge a suonare forse pensa poco al duro lavoro di trascrizione, spesso fatto di ripetuti ascolti anche solo di una singola battuta, per capirne tutte le voci e la modalità di scrittura, la corretta separazione tra le due mani, e tutte le problematiche più o meno tecniche della notazione musicale. E' un po' come risolvere un puzzle, difficile e appassionante, ed è giusto che un piccolo merito vada anche a chi lo riscrive dedicandoci molte ore.