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    <title>Nicola Morali Blog: musica per piano, spartiti, articoli</title>
    <link>http://www.nicolamorali.com/blog/</link>
    <description>novità, approfondimenti e pensieri musicali del pianista Nicola Morali</description>
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      <title>Nicola Morali Blog: musica per piano, spartiti, articoli</title>
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 <title><![CDATA[La mia didattica: esperienze personali]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=51</link>
<description><![CDATA[<p><img src="http://www.nicolamorali.com/blog/media/1/20120126-piano-method-books.jpg" border="0" alt="metodi per pianoforte" title="metodi per pianoforte" hspace="3" width="350" height="262" align="left" /><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">Credo che abbiate gi&agrave; letto che ho scritto e continuo a scrivere brani pensati per la didattica pianistica, gi&agrave; presenti nella sezione spartiti, e ne approfitto per dire che molti altri a breve troveranno uno spazio apposito che ho intenzione di creare per colmare certi vuoti tuttora presenti nell&#39;offerta per chi insegna, a conferma del fatto che la didattica, la costante ricerca di brani idonei a ciascun studente, e spesso la realizzazione esclusiva di brani appositamente per l&#39;uno a l&#39;altro allievo, sono parte del mio impegno quotidiano. Infatti, ben lungi dall&#39;accontentarmi della seppur vasta possibilit&agrave;&nbsp; di scelta tra i testi a disposizione, sento sempre la mancanza di qualcosa, soprattutto di creare maggiori stimoli ed evitare di annoiare gli allievi con tappe che possono saltare, tenuto conto che la maggior parte di questi non aspirano di certo a diventare pianisti di stampo classico, insomma tutta una serie di libri e studi pesanti che possono forse affrontare in un secondo momento, una volta che avranno le idee pi&ugrave; chiare. &Egrave; certo che tutti passano varie fasi, possono anche rivelare un interesse per i temi classici ma ben presto verranno trainati dalle amicizie verso altri stili musicali, e io non ho di certo intenzione di censurare o sconsigliare questo o quel genere, ma cerco soprattutto di fornire gli strumenti pi&ugrave; idonei per potersi poi destreggiare con il genere che interessa suonare. In realt&agrave;&nbsp; non credo esista un solo libro adatto allo scopo, ma una moltitudine di testi o brani estrapolati qua e l&agrave;&nbsp; tali da poter fornire un ampio ventaglio e bagaglio di brani sia tecnici che divertenti, sia per i giovanissimi che per quelli meno giovani. Se per esempio nei <strong>metodi Bastien</strong> ho notato un eccessivo precorrere i tempi nell&#39;affrontare gli accordi di tre note con la mano sinistra - questo anche nella versione per i pianisti adulti - ho trovato invece pi&ugrave; proficuo il metodo francese <strong>Herv&egrave; et Pouillard</strong>, che per&ograve; rimane di impostazione classica. un po&#39; datato e troppo americano nei suoi contenuti musicali &egrave; invece il metodo <strong>J.Thompson</strong>, tradotto anche in italiano, che per&ograve; ha qualche brano divertente soprattutto per i giovanissimi. Una collezione di brevi brani sempre molto indicata per chi inizia &egrave; sicuramente <strong>The Joy of the first Year piano</strong>, un best seller i cui brani quasi tutti coloro che sono alle prime armi hanno sempre suonato con piacere. Che dire dei &quot;vecchi&quot; metodi? Il tanto odiato <strong>Beyer</strong> da certi insegnanti vecchia scuola &egrave; ancora utilizzato come punto di partenza, ma come ho sempre detto a tutti quelli con cui ho avuto modo di discutere di didattica, il problema &egrave; che affronta la chiave di basso troppo avanti (addirittura all&#39;esercizio 61!), le armonie sono ripetitive e i contenuti musicali di conseguenza piuttosto poveri, gli allievi non ne hanno mai un buon ricordo e lo trovano assai noioso. Ho invece sempre consigliato, e in parte usato, il suo antagonista <strong>Leber &amp; Stark</strong>, molto pi&ugrave; ricco di contenuti musicali gradevoli anche all&#39;orecchio, che si pu&ograve; considerare sicuramente pi&ugrave; completo di molti altri (e tra quelli da me citati sicuramente il pi&ugrave; complesso). Tra l&#39;altro &egrave; stato il metodo su cui iniziai gli studi, infatti intelligentemente il mio insegnante non usava il Beyer a differenza di tutti gli altri colleghi!<br /></font> </p><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">Come rendere  meno noioso lo studio, anche utilizzando come base di partenza alcuni di  questi libri &quot;datati&quot;? Io sfrutto le possibilit&agrave; tecnologiche, senza  strafare, creando basi di accompagnamento per quei brani che si prestano  allo scopo, nel caso dei duetti del Lebert fornisco le registrazioni  midi della parte scritta di accompagnamento, in modo che l&#39;allevo a  casa, da computer, possa mettere in pratica sulla base la parte che ha  studiato. In tal modo si aggira anche il problema del metronomo,  strumento davvero poco amato. Sia invece che per gli studi di carattere  moderno scritti da me, o anche quelli presi dai testi di C. Norton,  J.Vandell, gli Alfred&#39;s Basic o alcuni blues e gli stessi pezzi dei  libri di Bastien, creo delle basi musicali di effetto con l&#39;ausilio del  programma &quot;<strong>Band in A Box</strong>&quot;, che anche per chi fa pratica in casa con  altri stumenti &egrave; noto per le sue grandi potenzialit&agrave;. Tra l&#39;altro il  fatto di abituarsi a suonare su delle basi aiuta a migliorarsi, a non  fermarsi ad ogni errore, ad andare a tempo, ad essere costretti a  portare il pezzo alla fine e sapersi rendere conto in quale punto del  brano ci si trova in caso di errore. In pratica, un po&#39; come suonare in  un gruppo, in caso di errore o nota &quot;sporca&quot;, bisogna completare il  pezzo, ritrovare la strada giusta, e cercare di rimediare nel miglior  modo possibile.<br /> <strong>Il capitolo scale</strong>: da qualche parte ho letto che si tratta del &quot;pane  quotidiano di ogni pianista&quot;, sicuramente sono uno strumento  fondamentale sia per le mani, che per la comprensione delle tonalit&agrave;, e  anche degli accordi. Ovviamente lo studio classico delle scale, e i  relativi libri di testo, si guardano bene dall&#39;associare alle scale  anche la dicitura degli accordi, cos&igrave; ho realizzato un breve prospetto  di tutte le scale maggiori e minori, facendole terminare con le cadenze  pi&ugrave; tipiche, in accordi, con tanto di dicitura scritta del nome  dell&#39;accordo secondo la notazione anglosassone, cercando quindi di  avvicinare il pi&ugrave; possibile due mondi, due metodologie ancora assenti  sui libri pi&ugrave; comuni. Insomma, memore della mia esperienza personale,  non &egrave; stato facile avvicinarsi al mondo degli accordi, per di pi&ugrave;  scritti in inglese, provenendo dalla pratica assidua delle partiture  classiche o comunque scritte. Sicch&eacute; la mia opinione, ed il mio  tentativo didattico, &egrave; anche quello di parlare di questi argomenti il  prima possibile, introducendo quanto prima possibile il discorso degli  accordi, dei rivolti, e delle problematiche nel rendere suonabile uno  spartito di musica pop soprattutto quando questo &egrave; scritto solo con la  linea melodica e gli accordi.<br />Insomma, l&#39;argomento &egrave; piuttosto ampio. sicuramente ci torner&ograve; sopra integrandolo con altri contenuti e riflessioni, nel frattempo spero di avere qualche commento e contributo sia da colleghi che da persone interessate all&#39;argomento.</font>]]></description>
 <category>Generale</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=51</comments>
 <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:57:01 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[dove conservare la memoria?]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=48</link>
<description><![CDATA[<div align="justify"><img src="http://www.nicolamorali.com/blog/media/1/20120125-brain-hd.jpg" border="0" alt="salvataggio memoria" title="salvataggio memoria" width="212" height="238" align="right" />Mi lascio andare a qualche riflessione sulla tecnologia e a quanto ha cambiato il modo in cui conserviamo gran parte dei nostri ricordi. Senza dubbio nel nostro tempo c&#39;&egrave; stato un vertiginoso incremento del ricorso alla conservazione della &quot;memoria&quot; della nostra vita, in ogni aspetto, non soltanto nel  recente e invadente &quot;diario&quot; di Facebook, ma grazie a tutti i messaggi che inviamo, riceviamo, cos&igrave; come con tutte le foto che scattiamo, i video che conserviamo, la musica i film e qualsivoglia contenuto che in maniera quasi compulsiva si &egrave; soliti scaricare dalla rete. Esponenzialmente cos&igrave; come la capacit&agrave; dei supporti per memorizzare che a quanto pare raddoppia ogni cinque anni, ci circondiamo di una valanga di dati, anche poco importanti ma a cui ci affezioniamo, che sono anche terribilmente fragili, provare per credere! In particolare gli hard disk, che con molta disinvoltura eleggiamo a sicuri contenitori spesso destinati a conservare dati importanti come nostra unica copia, si dimostrano ancora inaffidabili, basta infatti un urto un po&#39; pi&ugrave; forte del dovuto, una distrazione, e tutto pu&ograve; andare irrimediabilmente perduto. Per non parlare dei supporti masterizzati, passati quasi di moda per via della scomodit&agrave;, ma a conti fatti forse pi&ugrave; sicuri di un hard disk,dato che resistono anche cadendo a terra, ma non danno garanzie particolari dopo una vita di dieci anni circa, tra l&#39;altro anche se conservati al sicuro e mai sfiorati. In realt&agrave;, non sappiamo ancora bene questi supporti che vita reale possono avere, essendo relativamente nuovi, ma il problema pi&ugrave; evidente &egrave; che molte cose che utilizziamo sono legate a standard di collegamento, che siano sata, usb, hdmi, tanto per fare un esempio, che rappresentano il presente ma che verosimilmente tra 10 o 20 anni saranno rimpiazzate da altri sistemi di connessione. Quindi la memoria che lasciamo per chi verr&agrave; dopo di noi non rischier&agrave; sicuramente di ingiallire dimenticata in un cassetto, ma forse, e questo &egrave; peggio, sar&agrave; resa inaccessibile dalla inesorabile avanzata tecnologica che impedisce dopo poco tempo di poter accedere ai supporti su cui memorizziamo tutti i ricordi.</div><div align="justify">Questo tra l&#39;altro costringe, almeno chi &egrave; pi&ugrave; lungimirante, a fare varie copie su pi&ugrave; supporti possibili, cercando di stare al passo con gli standard. Alla resa dei conti, i nastri Vhs, le compact cassette, per non parlare dei dischi in vinile, sembrano invece essere supporti inossidabili, se ben conservati. Il presente digitale &egrave; poi ancora pi&ugrave; minacciato dai recenti sequestri di siti come megaupload e megavideo, che anche se non adatti a tenere al sicuro i propri dati rappresentavano per molti la possibilit&agrave; di avere qualche copia di dati su server lontani dalle nostre fragili mura. L&#39;idea di avere dati salvati fuori casa potrebbe essere considerata una ancora di sicurezza, e invece ogni volta che depositiamo files su questi account, compresi anche quelli di posta elettronica come Yahoo o Gmail, siamo inconsapevoli di affidarci in mani tutto fuorch&eacute; sicure, dato che i nostri account possono essere chiusi per una nostra minima e inconsapevole violazione, sollevando loro da ogni responsabilit&agrave;.    Che dire, almeno per le foto, &egrave; il caso ogni tanto di fare qualche stampa, come una volta, per il resto non vedo molte soluzioni, se non quello di creare pi&ugrave; copie di ogni tipo, ovunque sia possibile, sempre che si riesca a ricordare dove le si &egrave; messe. Io non sono un fanatico degli archivi musicali su Mp3, e infatti spesso, tra vecchi e nuovi hard disk, computer vari e archivi su dvd non riesco a ricordare dove ho un determinato disco, e allora mi rendo ben conto che averlo in questo formato equivale davvero a non averlo. Sar&agrave; per questo che ho ripreso massicciamente a comperare ellep&igrave; in vinile noncurante del mondo che cambia? La verit&agrave; &egrave; che era meglio quando pensavamo di stare peggio, e non &egrave; il solito luogo comune.</div>]]></description>
 <category>Pensieri</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=48</comments>
 <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 00:25:47 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Kapustin, from Ucraina with Jazz]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=44</link>
<description><![CDATA[<p><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="3"><img src="http://www.nicolamorali.com/blog/media/1/20111030-kapustin.jpg" border="0" alt="Nikolai Kapustin" title="Nikolai Kapustin" hspace="4" vspace="4" width="250" height="245" align="left" /><font size="2">Nell&#39;ambito della musica per solo piano di carattere contemporaneo (per come io intendo il termine) non posso esimermi dallo scrivere a proposito del grande Nikolai Kapustin, musicista ucraino classe 1937, un pianista di solida formazione classica e innamorato del jazz, che nella sua musica scritta secondo canoni e forme classiche (Sonate, Suites, Studi) riesce a inserire stilemi e linguaggio tendenzialmente inusuali al fatto di essere scritti. In sostanza, Kapustin rende disponibile soprattutto ai pianisti di estrazione classica acerbi in tale linguaggio, possibilmente &quot;virtuosi&quot; per via della difficolt&agrave; delle sue composizioni, un repertorio di brani marcatamente jazzistici, che sono integralmente scritti in questo stile o contengono episodi che sembrebbero essere consuete parti improvvisate degli standard jazz, o vere e proprie libere improvvisazioni. Come anche la pagina biografica sull&#39;autore sottolinea, Kapustin non si ritiene un vero improvvisatore ma nella sua scrittura cerca di affinare l&#39;improvvisazione cercando di renderla al meglio, una sorta di improvvisazione pensata che forse toglie spontaneit&agrave; e snatura il concetto proprio di improvvisazione. Ma in fondo questo discorso apre diversi interrogativi e riflessioni, perch&eacute; &egrave; pur vero che gran parte del repertorio scritto altro non &egrave; che l&#39;affinamento di quelle che in origine erano improvvisazioni, alcune grandi pagine del passato chiamate appunto &quot;Improvvisi&quot;, ricordando quindi Schubert e Chopin, erano pagine create in modo pi&ugrave; o meno estemporaneo e poi fissate su carta, resta poi da vedere se appunto questo avvenne con un&#39;ottica il pi&ugrave; possibile mirata alla perfezione stilistica o invece con l&#39;intento di preservare l&#39;intenzione iniziale&nbsp; al momento della prima ispirazione. Il jazz nacque invece in quanto forma musicale non scritta, puramente supportata dalla nascente industria fonografica e discografica, &egrave; ovvio che poi con l&#39;avanzare del tempo si sia arrivati a questi approcci in qualche modo contrastanti, ma &egrave; pur vero che come sempre, la musica scritta si preserva e viene perpetuata dagli esecutori, il mondo classico non ha grandi possibilit&agrave; di esprimersi con questo linguaggio a lungo sottovalutato dalla tradizione europea, e quindi le pagine di autori come Kapustin ben vengano, anche se purtroppo ancora poco note ed eseguite. Personalmente, alcune sue pagine le apprezzo molto e sono state davvero una piacevole scoperta.<br />Come ascolto posso consigliare il bel cd di Marc-Andr&egrave; Hamelin &quot;Nikolai Kapustin: Piano music&quot;, mentre su YouTube potrete trovare, almeno al momento in cui scrivo queste righe, un paio di composizioni eseguite direttamente dall&#39;autore, e altre belle esecuzioni, come ad esempio questa &quot;Toccatina op.40&quot;, una delle sue composizioni pi&ugrave; note, eseguite da Shan-Shan Sun.<br /><br /><object height="315" width="420"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/m1VbN3Nlrxk?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/m1VbN3Nlrxk?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="315" width="420"></embed></object></font></font> </p> ]]></description>
 <category>ascolti</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=44</comments>
 <pubDate>Mon, 31 Oct 2011 00:13:38 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Nocturne 2, Faurè]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=42</link>
<description><![CDATA[<IFRAME SRC="http://jumbofiles.com/embedmp3-48ixerod5ele/nocturne no.2 faurè.mp3.html" FRAMEBORDER=0 MARGINWIDTH=0 MARGINHEIGHT=0 SCROLLING=NO WIDTH=270 HEIGHT=24></IFRAME><br /><p> L&#39;audio che potete ascoltare (cliccando sul play di questo player) &egrave; tratto da una vecchia registrazione del 1996 fatta su cassetta, realizzata al puro scopo di verificare l&#39;efficacia di una mia esecuzione del secondo notturno di Gabriel Faur&egrave; che ho studiato a lungo nella prima met&agrave; di quell&#39;anno e che dovevo eseguire in un concerto. Ero un po&#39; restio a pubblicarla per via della qualit&agrave; non in linea con le mie altre registrazioni, ho cercato di migliorare il suono il pi&ugrave; possibile, e tutto sommato valutando quello che si pu&ograve; ascoltare su YouTube non penso che sfiguri cos&igrave; tanto, facciamo finta che sia ben pi&ugrave; vecchia di quello che effettivamente &egrave;. A questo punto mi fa piacere comunque condividerla con gli amanti del genere, e al di l&agrave; degli aspetti puramente sonori, sperando di avere reso giustizia a suo tempo al compositore francese nella mia esecuzione sicuramente non impeccabile (tra l&#39;altro senza correzioni o tagli), si tratta di una pagina pianistica molto bella, poco frequentata e da riscoprire.<br />Nel caso non funzionasse il player per questioni tecniche, la pagina completa con il link al file mp3 &egrave;: <strong><a href="http://jumbofiles.com/48ixerod5ele" target="_blank" title="Gabriel Faure&#39; - Nocturne 2 - Nicola Morali, piano">http://jumbofiles.com/48ixerod5ele</a></strong><br /></p>]]></description>
 <category>PianoBlog</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=42</comments>
 <pubDate>Sun, 23 Oct 2011 14:10:22 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Ancora a proposito di trascrizioni pianistiche]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=39</link>
<description><![CDATA[<p><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">Alla luce dell&#39;esperienza di ore di lavoro spese sulle non poche trascrizioni che mi sono state richieste nel corso dell&#39;ultimo anno, volevo tornare sull&#39;argomento e in qualche modo integrare il mio precedente post in proposito.<br />Le trascrizioni su cui ho lavorato e chi mi avete commissionato sono state molto variegate, da Sakamoto &amp; Morelenbaum ai Race Against The Machine, Avishai Cohen, passando per Danilo Rea, Gianni Giudici, la colonna sonora di Amici Miei per finire con le complicate trascrizioni per Big Band del repertorio di Dinah Washington, impegno quest&#39;ultimo molto complesso,su cui sono tuttora al lavoro, e molto grato a chi mi ha accordato fiducia in questa ambiziosa operazione.<br />Come sa ciascuna delle persone che mi ha commissionato le trascrizioni, il mio principio &egrave; che il diretto proprietario dell&#39;opera richiesta &egrave; il committente, oltre&nbsp; di certo al compositore i cui diritti sono tutelati. Ovviamente gli spartiti che mi sono richiesti non esistono, il mio lavoro quindi non &egrave; in contrasto con iniziative editoriali, le somme che richiedo vanno a coprire i miei costi e le mie ore di lavoro, senza troppo lucro. (continua)</font> </p> <p><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">In linea di  massima l&#39;ora di lavoro sulla trascrizione (che, ribadisco, si svolge  esclusivamente ad orecchio con l&#39;ausilio delle cuffie e dello strumento  che mi assiste nell&#39;immissione delle note sul pentagramma), &egrave; calcolata  quasi pari al costo dell&#39;ora di lezione presso le scuole di musica, ma  vale decisamente di pi&ugrave;. Ci tengo a sottolinearlo perch&eacute; se un prezzo di  50 euro per un brano pianistico pu&ograve; sembrare tanto, considerando che un  libro di spartiti con vari brani pu&ograve; costarne anche solo 30 o anche  molto meno, non dovete dimenticare che il lavoro &egrave; stato da voi  richiesto in maniera esclusiva, quindi non viene diffuso da un editore  con un ritorno di vendite che pu&ograve; giustificare un prezzo concorrenziale  pi&ugrave; basso della mia richiesta. Sembrer&agrave; un discorso banale, ma questo &egrave;  direttamente rivolto a coloro che dopo il mio preventivo sempre molto  generoso e in difetto, sembrano un po&#39; titubanti o in alcune occasioni  non mi ricontattano per confermare il lavoro. Purtroppo &egrave; conseguenza  dell&#39;educazione che Internet ci ha impartito negli ultimi anni, dove  sembra giustificato che libri in pdf, film, musica, debbano essere  fruiti gratuitamente, dimenticando completamente i diritti delle persone  coinvolte nelle produzioni di queste opere. Torner&ograve; sull&#39;argomento parlando come al solito di cd, mp3 (insomma, le solite cose) ma intanto spero che chi mi chiede dei lavori in esclusiva capisca che dietro c&#39;&egrave; del lavoro, e che soprattutto un musicista che trascrive fedelmente ogni nota non &egrave; come un alunno che scrive un dettato.<br /> Come integrazione all&#39;articolo precedente riguardo questo lavoro, ho pensato di comportarmi in questo modo:</font><font size="2"><br /> - alcune trascrizioni pianistiche le user&ograve; come &quot;curriculum&quot; o  pubblicit&agrave; di questo aspetto del mio lavoro tramite YouTube (come nel  caso del mio spartito di &quot;Fiori di neve&quot; di Danilo Rea o altri),  chiedendo un contributo alle prime persone che mi chiederanno lo  spartito nei primi tempi. Non &egrave; escluso poi che spartiti come questo, e  altri gi&agrave; realizzati o che realizzer&ograve; nel frattempo, dopo un certo  numero di mesi io possa renderlo disponibile a prezzo ridotto o anche  gratis. Le trascrizioni di &quot;nicchia&quot; rimarranno invece in elenco e potranno essere richieste tramite il mio form dei contatti.<br />- Le trascrizioni che eseguo di mia iniziativa e che pubblico esplicitamente come Pdf sono gratuite, se nell&#39;utilizzo vi sentite in dovere di fare una piccola donazione anche a sostegno e come stimolo per ulteriori lavori, qualche piccola offerta via Paypal &egrave; ben accetta (e il relativo pulsante sar&agrave; presto attivo) <br />- Per i nuovi &quot;clienti&quot; di trascrizioni &egrave; inteso che il pdf viene  inviato dopo la conferma dell&#39;avvenuto pagamento secondo il metodo  concordato via email<br /> - Nel caso i diretti compositori o titolari delle edizioni musicali di  qualche brano si sentano &quot;danneggiati&quot;, o vogliano comperare il mio  lavoro, o semplicemente che questo venga rimosso, me lo possono  sicuramente scrivere via email.<br /> - Chi intende usare in concerto i miei brani e le mie trascrizioni &egrave;  ovviamente tenuto a scrivere nel modulo Siae i dati corretti riguardo  titolo ed autore, e se volete (come &egrave; gi&agrave; accaduto in pi&ugrave; di una  occasione) potete anche ringraziare in pubblico il trascrittore! </font></p> ]]></description>
 <category>Generale</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=39</comments>
 <pubDate>Thu, 20 Oct 2011 15:54:28 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Quale pianoforte scegliere]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=37</link>
<description><![CDATA[<p><img src="http://www.nicolamorali.com/blog/media/1/20100923-upright%20piano.jpg" border="0" alt="pianoforte verticale" title="pianoforte verticale" width="200" height="200" align="left" />Quale pianoforte scegliere? Di tanto in tanto la domanda mi viene posta via email, spesso anche di persona dai genitori degli allievi, e le informazioni in rete sono spesso confuse in proposito. Negli ultimi 10-15 anni il mercato si &egrave; notevolmente trasformato, perch&eacute; una volta non esistevano reali alternative al pianoforte verticale, o &quot;a muro&quot; come preferite. L&#39;arrivo dei Clavinova Yamaha e delle proposte degli altri marchi giapponesi ha reso poi possibile avere in casa strumenti poco ingombranti, versatili, con una discreta tastiera adatta allo studio, e soprattutto con l&#39;enorme vantaggio del poter suonare in cuffia. Comunque, il suono Yamaha, pur presentato come campionamento eseguito con cura, ricavato dalla registrazione di Yamaha a coda da concerto, prima registrati con il sitema AWM, poi AWM2, e infine CF sampling, spesso non compete con la resa di campionamenti di pianoforte disponibili su strumenti VST neppure troppo costosi. Per chi fosse a digiuno di termini tecnici, per &quot;campionamento&quot; intendiamo registrazione digitale del suono reale dello strumento, applicato poi al pianoforte digitale che andremo a suonare. In tutti questi strumenti mancano del tutto delle componenti che contribuiscono a rendere il suono pi&ugrave; reale, come ad esempio il rumore dei feltri degli smorzatori delle corde, il rumore del ritorno del martelletto, il rumore stesso del pedale di risonanza, e le armoniche. Il decadimento stesso del suono, quando suoniamo anche solo una singola nota, non &egrave; reale perch&eacute; il suono viene smorzato con largo anticipo. <br />Insomma, lo strumento digitale ha pro e contro, io consiglierei di avere sia questo, che ovviamente un acustico. E&#39; vero che la Yamaha ha pensato anche a questo, unendo le due cose, ma il prezzo secondo me non giustifica completamente lo sforzo (mi riferisco alla serie dei &quot;silent piano&quot;), anche se, per chi non ha troppo spazio, e non ha esigenze di dovere trasportare e avere uno strumento anche per le esigenze live, avere due pianoforti in uno non &egrave; cosa da poco.&nbsp;</p>Per anni si &egrave; discusso sulla bont&agrave; degli strumenti giapponesi, ma ormai &egrave; consolidato il fatto che si tratta di strumenti di buon livello, a volte anche ottimo, capaci di resistere ad anni di uso intenso. Il binomio Yamaha-Kawai rimane leader del mercato, difficile dirvi cosa preferire, Yamaha ha dalla sua il fatto di proporre ottimi pianoforti &quot;rigenerati&quot; ad un prezzo molto concorrenziale, Kawai ha una tastiera molto agevole, oltre ad un apprezzabile suono, e di recente ha introdotto delle innovazione alle meccaniche utilizzando il carbonio al posto del legno, solo in certe parti, garantendo cos&igrave; una durata maggiore della meccanica senza sostanziali interventi di manutenzione. In molti negozi, accanto ai giapponesi, come proposta europea troverete i Petrof, e l&#39;impressione soprattutto sonora, a confronto con i marchi detti in precedenza, sar&agrave; avvertibile subito, un suono pi&ugrave; caldo, pi&ugrave; ricco sui bassi, con prezzi molto simili, quindi molto concorrenziale. Spesso non viene consigliato per via della meccanica, e per la tastiera che impedisce in certi casi alcuni passaggi complicati. Avendo io un Petrof a mezza coda, di produzione anteriore al 1993, con meccaniche ancora pi&ugrave; dure, posso capire sicuramente, anche se sinceramente tutta questa durezza nei modelli recenti non l&#39;ho riscontrata, e secondo me per certi versi il rapporto qualit&agrave;-prezzo dei Petrof rimane insuperato. Anche per i tedeschi Schimmel vale lo stesso discorso, ottimo suono e cura dell&#39;estetica del mobile, quindi capaci di adattarsi a differenti stili di arredo, ma tastiera dura, direi anche pi&ugrave; dei Petrof. <br />Negli ultimi anni sono arrivati ovviamente pianoforti made in china, spesso nati come joint venture tra aziende europee o americane che forniscono lo know-how e le tecnologie di base per l&#39;assemblaggio di pianoforti caratterizzati da un buon rapporto tra prezzo e qualit&agrave;. I marchi sono tanti, personalmente mi &egrave; capitato di suonare un piano a coda &quot;Otto Meister&quot;, nato dalla collaborazione tra tedeschi e cinesi, ma ci sono anche i &quot;Carl Steinberg&quot; prodotti secondo la medesima filosofia. Insomma, non lasciatevi ingannare dal nome europeo, ovviamente gioca a favore del produttore, &egrave; inevitabile che come tutto ci&ograve; che ci circonda, e tutto quello di cui amiamo circondarci, il fatto che al 90% sia tutto di assemblaggio cinese non deve pi&ugrave; stupirci, e neppure il mercato del pianoforte &egrave; esente da questa legge del commercio. Lasciatevi comunque consigliare da chi i pianoforti li vende, come ho sentito dire, e condivido, meglio avere dei pianoforti cosiddetti &quot;entry level&quot; anche assemblati in cina, piuttosto che dei modelli base dell&#39;assortimento digitale di Yamaha o Kawai.<br />Un&#39;ultima raccomandazione riguarda offerte stracciate su marchi prestigiosi, a coda o mezzacoda, di strumenti di cinquanta o pi&ugrave; anni: in questi casi considerate che un piano verticale ha una durata di vita superiore al coda, quindi questi pianoforti avranno quasi certamente problemi di accordatura o necessit&agrave; di dispendiosi interventi su tutta la meccanica. Se per&ograve; si cerca un elemento di arredo piuttosto che un pianoforte efficiente in tutte le sue componenti, allora solo per la cura estetica con cui venivano realizzati un tempo pu&ograve; valere la spesa.]]></description>
 <category>Varie</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=37</comments>
 <pubDate>Thu, 23 Sep 2010 10:28:56 +0200</pubDate>
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 <title><![CDATA[A chi mi scrive e non solo...la commissione di trascrizioni per pianoforte]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=35</link>
<description><![CDATA[<p><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">Quando ho un pi&ugrave; tempo del solito mi dedico alle risposte alle svariate email, parto da quelle mediamente recenti e di tanto in tanto mi accorgo di averne accantonate nei mesi scorsi, magari quelle con le richieste pi&ugrave; complesse o alle quali era necessario dedicare diversi minuti per rispondere. Non penso sia accaduto molte volte, ma mi scuso se in qualche caso non ho risposto, state certi che se &egrave; avvenuto era perch&eacute; non potevo accontentare la richiesta, sia su miei spartiti che su quelli di altri. Chi non avesse ricevuto una mia risposta per questi disguidi mi pu&ograve; riscrivere e come sempre spero di poter accontentare le sue richieste. </font></p><p><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">Un discorso pi&ugrave; delicato andrebbe fatto per gli spartiti confezionati su misura, sulla vostra richiesta di trascrizioni che mi piacerebbe tanto accontentare, ma qui devo dirvi che bisognerebbe stabilire un tariffario, cosa che ho cercato di fare non senza difficolt&agrave;, quantificando in termini orari l&#39;impegno, su una tariffa media di &euro; 15,00 per pagina di media difficolt&agrave;. Un brano pianistico molto complesso pu&ograve; richiedere anche 20 ore di lavoro per ricavarne uno spartito di 6/8 pagine. Brani pi&ugrave; semplici di 2/3 pagine si aggirano sulle 4/5 ore di lavoro. Il lavoro si svolge col piano elettrico collegato via midi al computer e al programma di scrittura, quindi tecnicamente con il sistema pi&ugrave; veloce possibile per l&#39;immissione delle note. Vi ricordo sempre che il lavoro avviene &quot;ad orecchio&quot;, senza programmi automatici di riconoscimento delle note (sul genere &quot;Dital-Ear&quot;). Tutto questo per dirvi che molti brani li ho fatti per passione, altri per didattica, mentre le nuove richieste che mi vengono poste, laddove non sussistono queste condizioni sono disponibile a realizzarle con questo contributo economico, sia per spartiti scritti per le due mani, sia per quelli con linea melodica e accordi. Recentemente altri siti hanno pensato di offrire questo servizio, voi poi potete valutare la qualit&agrave; della mia attuale offerta di musica scritta (la mia e quella di altri) e decidere a chi rivolgervi. Ovviamente, gli spartiti commissionati saranno di propriet&agrave; del committente e non saranno poi distribuiti nuovamente attraverso il mio sito. Che altro dire? Se avete richieste particolari e siete disponibili al piccolo contributo, contattatemi. </font></p>]]></description>
 <category>Generale</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=35</comments>
 <pubDate>Tue, 23 Mar 2010 12:08:47 +0100</pubDate>
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 <title><![CDATA[Aziza Mustafa Zadeh, concerto ad Anghiari,  20-11-2009]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=33</link>
<description><![CDATA[<p><img src="http://www.nicolamorali.com/blog/media/1/20091127-aziza_mustafa_zadeh_in_anghiari.jpg" border="0" alt="Aziza Mustafa Zadeh in Anghiari" title="Aziza Mustafa Zadeh in Anghiari" width="413" height="324" align="left" /><font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Vi ritorno a parlare di Aziza Mustafa Zadeh, perch&eacute; la scorsa settimana c&#39;&egrave; stata la grande possibilit&agrave; di rivederla finalmente in concerto in Italia, dove mancava dal 2004, ma sembrava quasi la prima volta, sia perch&eacute; erroneamente indicato dagli organizzatori nel presentare il concerto, ma anche per le tante persone incuriosite accorse per l&#39;occasione, per l&#39;eco data all&#39;evento anche dal servizio del tg3, che ha quasi fatto sembrare il concerto un vero esordio per la platea italiana. Ero un po&#39; scettico per le dimensioni del teatro, ma tutto sommato l&#39;atmosfera intima, il fascino del luogo pi&ugrave; volte sottolineato dalla stessa Aziza, la sua bravura e la qualit&agrave; del suono, hanno contribuito a regalarci una grande emozione. <br />E cos&igrave;, mentre gran parte del pubblico italiano aveva da poco affollato i teatri per Sakamoto -tranne il sottoscritto che pur avendolo nella propria citt&agrave; ha perso l&#39;occasione di trovare un biglietto in posizione decente- non mi sono per&ograve; lasciato sfuggire l&#39;occasione di andare a sentire e finalmente (quasi inaspettatamente) conoscere la mia pianista preferita. Il concerto si &egrave; basato sul materiale degli ultimi due album pi&ugrave; qualche inedito, ma sempre nella medesima direzione musicale, un stile pianistico contemporaneo permeato dalle influenze della musica popolare azera, ma con sempre pi&ugrave; radicate basi centro-europee, Da Bach al tardo romanticismo, pi&ugrave; l&#39;esecuzione di alcune arie d&#39;opera, anche in italiano, rivisitate da Aziza. Chi si aspettava qualcosa di pi&ugrave; Jazz, pi&ugrave; vicino ai suoi primi lavori, dovr&agrave; aspettare altri momenti, anche perch&eacute; giustamente la cornice e la rassegna erano pi&ugrave; adatti a questo discorso musicale, che sembra essere ora quello pi&ugrave; consono alla pianista. Ne ho gi&agrave; tessute le lodi in altri miei articoli, ho trascritto e suono alcuni suoi pezzi, certo vederla la prima volta dal vivo, vedere la sua eleganza alla tastiera, la sua sfavillante tecnica non solo sullo strumento ma anche alla voce &egrave; stata una emozione che porter&ograve; a lungo nei miei ricordi pi&ugrave; belli.<br />Ma, bellezza del concerto a parte, &egrave; stato il seguito ad essere una grossa sorpresa ed ancora pi&ugrave; emozionante, se possibile.</font><br /></p><font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Mi ero portato qualche cd per farlo firmare, anche per avere una occasione per avvicinarmi, per un doveroso saluto e i complimenti di rito. Certo, avrei voluto dire che adoro la sua musica, la trascrivo e la diffondo, un po&#39; aiuto a farla conoscere in Italia, ma per timidezza non ho detto nulla. Per fortuna che c&#39;era sua madre Eliza, che &egrave; anche sua manager, che mi ha riconosciuto e mi ha chiamato per nome, nel momento in cui mi ero defilato un attimo dopo la firma che mi ero fatto fare sul cd di &quot;Shamans&quot;. Sono rimasto bloccato, incredulo. Di solito sono gli artisti noti ad essere riconosciuti, in questo caso mai mi sarei aspettato di essere chiamato per nome, di sapere di essere conosciuto da Aziza da almeno un paio di anni. Lei nella sua timidezza non me lo aveva detto nel momento in cui mi firmava il cd. I miei rimandi al suo sito, le mie trascrizioni e la grande passione per la sua musica non erano dunque passati inosservati. Il coronamento di un mio sogno. E, se non dovesse bastare, il sentirmi dire di essere considerato come un fratello (per una storia lunga e affascinante che per ora non sto a raccontarvi), che le mie musiche le suonano familiari, e il trattamento squisito nei miei confronti anche da parte di sua madre, sono sufficienti a rendere una serata del genere assolutamente indimenticabile. E successivamente, dopo i saluti in teatro, il rivedersi ancora al rinfresco del dopo concerto, l&#39;onore di stare allo stesso tavolo e chiacchierare del pi&ugrave; e del meno, la sensazione di stare con persone che ti sembrano cos&igrave; familiari, o amici ritrovati, ti lasciano quasi senza parole. Oggi, dopo una settimana, mi ritrovo a riodinare le idee, fare i conti con le tantissime cose che avrei voluto chiedere ma che per l&#39;appagamento di stare seduti di fronte ad una artista di tale levatura non sono riuscito a dire, e riascolto tutto quanto ha creato. Di qualcosa di musicale abbiamo per&ograve; parlato, della conferma che di sua penna non ha scritto nulla dei suoi brani e che riesce a ricordarli tutti (beata lei), dell&#39;invito ad approfondire ulteriormente la conoscenza di suo padre Vagif Mustafa Zadeh, pianista jazz fenomenale, che avuto due sfortune, di essere prematuramente scomparso a 39 anni, e di essere stato ingabbiato dal regime sovietico, che in parte osteggiava il jazz e in qualche modo ha impedito ad un artista di notevole levatura di trovare il suo posto al fianco di altri giganti del pianoforte contemporaneo. Dizzy Gillespie, noto trombettista jazz, ebbe a dire che era un pianista di un altro pianeta, la sua musica era il futuro. Lo sto a poco a poco scoprendo, ed &egrave; fonte davvero di grande emozione e sorpresa.<br />un grazie speciale a mia moglie Inga che con determinazione ha voluto portare dal nostro giardino una bella rosa rossa che Aziza ha particolarmente gradito, io di mia iniziativa non me la sarei sentita, mai immaginando di poterla avvicinare, e avevo prorio torto!<br />Un saluto anche agli amici di Roma, che mi hanno riconosciuto in platea e con cui abbiamo parlato piacevolmente di Aziza e non solo (ho visto che avete fatto delle foto, mi piacerebbe vederle!).<br />Un grazie anche agli organizzatori, il teatro di Anghiari &egrave; molto pittoresco, e il centro storico medievale del paese, che non avevo mai visto, anche nelle luci artificiali di una sera autunnale, vale davvero una visita.<br />Per chi ancora non conosce Aziza ed &egrave; stato (spero) incuriosito a volerla ascoltare, l&#39;invito &egrave; prima di tutto a vedere i video su YouTube, poi per l&#39;acquisto dei cd anche Ebay non &egrave; male, mentre per gli ultimi due lavori l&#39;acquisto &egrave; alla fine dei concerti oppure tramite il <strong><a href="http://www.azizamustafazadeh.de" target="_blank" title="Aziza Mustafa Zadeh official site">sito ufficiale</a></strong>.</font>]]></description>
 <category>ascolti</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=33</comments>
 <pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:01:38 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Spartiti Pinocchio di Comencini - musica di Fiorenzo Carpi]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=32</link>
<description><![CDATA[<p><img src="http://www.raitrade.it/pictures/B_005244.jpg" border="0" alt="una scena dal Pinocchio di Luigi Comencini" title="una scena dal Pinocchio di Luigi Comencini" width="177" height="177" align="left" />Approfitto del Blog per segnalare che, sempre spinto dalle numerose richieste, ho aggiunto un&#39;altra trascrizione-adattamento dalle celebri musiche scritte da Fiorenzo Carpi per quel capolavoro della televisione italiana che fu il &quot;Pinocchio&quot; del 1972 di Comencini. Tra l&#39;altro, proprio in questi giorni va in onda la nuova versione con un cast internazionale, che ha lasciato perplessi molti, pur avendo avuto un buonissimo share. E&#39; ovvio che gran parte delle perplessit&agrave; riguardano il confronto con la colonna sonora dell&#39;epoca, difficilmente superabile. Se mi avessero proposto, o mi proponessero in futuro di musicare un qualsiasi Pinocchio, penso che mi metterei le mani nei capelli, quando ci si deve confrontare con un&#39;opera del passato, tra l&#39;altro cos&igrave; ben riuscita e tanto radicata nella memoria delle persone, il compito si fa davvero difficile per chiunque.<br />Comunque sia, se per il tema iniziale mi ero basato sulla versione che potete vedere su YouTube cliccando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WXRPLrk6wgg" target="_blank" title="link alla sigla iniziale di pinocchio"><strong>QUI</strong></a>, e il cui spartito lo potete scaricare dai link a fondo articolo, per il tema di Geppetto per ora mi sono basato sulla versione pianistica proposta dal pianista il cui pseudonimo &egrave; Framaulo, pubblicata sempre su YouTube a questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8Iz2Nj6eB90" target="_blank" title="tema di Geppetto - piano solo"><strong>LINK.</strong></a> Per chi ha il disco della colonna sonora o ricorda le versioni usate nel film, una &egrave; veloce, con il tema affidato alla fisarmonica (Geppetto in allegria), una seconda &egrave; invece lenta con il tema affidato alla chitarra classica (Geppetto con malinconia). Questa versione per pianoforte &egrave; una buona sintesi delle due versioni. l&#39;interprete del video ha scritto pubblicamente di non avere uno spartito della sua versione, spero non si offenda se l&#39;ho voluto realizzare io.<br />AGGIORNAMENTO! Come promesso, ho realizzato l&#39;arrangiamento per pianoforte anche dell&#39;altro, e forse pi&ugrave; famoso tema della colonna sonora, la &quot;canzone di Pinocchio&quot; nota anche come &quot;Birichinata&quot;. Oltre allo spartito potete anche scaricare il file mp3 che contiene la sequenza audio direttamente ricavata dallo spartito, cliccando <a href="http://www.4shared.com/audio/RN5O5mWi/pinocchio-birichinata_sequenza.html" title="file mp3 dallo spartito di Pinocchio-birichinata"><strong>QUI</strong></a><br /><br /><img src="http://www.nicolamorali.com/images/pdf.gif" border="0" alt="pdf" title="pdf" width="16" height="16" /> <a href="http://www.nicolamorali.com/pdf/tema%20di%20geppetto%20-%20pinocchio%20%28f.carpi%29.pdf" target="_blank" title="spartito tema di Geppetto - Pinocchio">tema di Geppetto - piano solo (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf</a></p><p><img src="http://www.nicolamorali.com/images/pdf.gif" border="0" alt="pdf" title="pdf" width="16" height="16" /> <a href="http://www.nicolamorali.com/pdf/pinocchio-sigla%20iniziale.pdf" target="_blank" title="tema di Lucignolo - pinocchio">&quot;Lucignolo&quot; - sigla iniziale da &quot;Pinocchio&quot; (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf</a> </p><p><img src="http://www.nicolamorali.com/images/pdf.gif" border="0" alt="pdf" title="pdf" width="16" height="16" /> <a href="/pdf/Pinocchio-birichinata(f.carpi).pdf" title="spartito Pinocchio-birichinata - arrangiamento per pianoforte di Nicola Morali">&quot;Pinocchio: birichinata e viaggio in groppa al tonno&quot; (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf </a><br /></p>]]></description>
 <category>Generale</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=32</comments>
 <pubDate>Wed, 4 Nov 2009 11:46:27 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[chi più scarica, più compera...o no?]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=31</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.crakweb.it/upload/Articoli/303/records_1.jpg" border="0" alt="records store" title="records store" width="227" height="170" align="left" />E&#39; notizia di questi giorni, sulla base di una ricerca svolta in Inghilterra da parte di un importante studio di ricerca,che i pirati pi&ugrave; o meno assidui del web, coloro che in sostanza scaricano maggiormente musica illegale, sono anche coloro che in definitiva comperano maggiormente musica attraverso i canali legali, che si tratti di download o nei convenzionali (finch&eacute; esisteranno) negozi del settore. In realt&agrave; dando un&#39;occhiata all&#39;articolo del <a href="http://www.guardian.co.uk/media/pda/2009/jul/03/music-film-games-download-piracy-pricing" target="_blank">Guardian</a> si legge che gli intervistati sono disposti a comperare purch&eacute; il prezzo sia giusto. Insomma, cosa ci sar&agrave; mai di nuovo in questi sondaggi e articoli? Queste cose si sono gi&agrave; dette. Chi &egrave; stato cliente della musica nei tempi d&#39;oro, quando c&#39;erano i negozi veri, forniti, quando le alternative erano davvero poche, e l&#39;unica pirateria possibile era una musicassetta registrata, possibilmente al cromo, da vinile o cd, era davvero meglio per tutti. Questo tipo di cliente, ora, &egrave; assai spaesato, intanto perch&eacute; i pochi negozi privilegiano solo le ultime novit&agrave;, poche discografie ragionate e approfondite, difficolt&agrave; nel reperire cose poco commerciali. Classica e Jazz, i generi meno venduti, posti ai margini e in poche colonne di espositori. Quando invece in rete &egrave; possibile trovare ogni cosa, soprattutto quei cd che nei negozi non vedi e mai vedrai, difficile resistere alla tentazione. Ma non c&#39;&egrave; bisogno in fondo di educare o punire i 30-40enni che se hanno comperato musica continuano a farlo anche ora (ma conosco molte eccezioni in negativo), pur tra mille difficolt&agrave;. E&#39; ai ventenni, alla download-generation, che bisogna insegnare il valore del prodotto musicale, perch&eacute; sono proprio loro che se non imparano ora a comperare, ad essere sensibili e rispettare il lavoro altrui, difficilmente lo faranno dopo. Il controsenso &egrave; che si tratta della fascia d&#39;et&agrave; che &egrave; il target principale del mercato discografico, non a caso invaso da artisti o pseudo tali che a loro si rivolgono, sperando di andare incontro ai loro gusti, e portafogli! Il punto &egrave; che con la prossima fine di ogni supporto fisico, che simboleggia in proporzione proprio il valore dell&#39;opera che veicola, sar&agrave; difficile a questi giovanissimi far capire che investire qualche somma &egrave; necessario. Mah, io non mi sento per nulla vecchio o lontano dalle idee o gusti di molti giovanissimi, ma ricordo ancora i miei primi anni &#39;80, quel mettere da parte le 10 mila lire o poco pi&ugrave; necessarie per comperarmi gli lp che erano compagni di ascolti appassionati, legati a tanti ricordi, anche ai negozi stessi in cui li comperai, molti dei quali scomparsi. Pu&ograve; forse dare la stessa emozione un&#39;acquisto con carta di credito e relativo download da Itunes? ]]></description>
 <category>Pensieri</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=31</comments>
 <pubDate>Wed, 4 Nov 2009 11:01:00 +0100</pubDate>
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