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    <title>Nicola Morali Blog: musica per piano, spartiti, articoli</title>
    <link>http://www.nicolamorali.com/blog/</link>
    <description>approfondimenti e pensieri musicali del pianista Nicola Morali</description>
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    <category>Weblog</category>
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      <title>Nicola Morali Blog: musica per piano, spartiti, articoli</title>
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 <title><![CDATA[A chi mi scrive e non solo...la commissione di trascrizioni per pianoforte]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=35</link>
<description><![CDATA[<p><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">Quando ho un pi&ugrave; tempo del solito mi dedico alle risposte alle svariate email, parto da quelle mediamente recenti e di tanto in tanto mi accorgo di averne accantonate nei mesi scorsi, magari quelle con le richieste pi&ugrave; complesse o alle quali era necessario dedicare diversi minuti per rispondere. Non penso sia accaduto molte volte, ma mi scuso se in qualche caso non ho risposto, state certi che se &egrave; avvenuto era perch&eacute; non potevo accontentare la richiesta, sia su miei spartiti che su quelli di altri. Chi non avesse ricevuto una mia risposta per questi disguidi mi pu&ograve; riscrivere e come sempre spero di poter accontentare le sue richieste. </font></p><p><font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">Un discorso pi&ugrave; delicato andrebbe fatto per gli spartiti confezionati su misura, sulla vostra richiesta di trascrizioni che mi piacerebbe tanto accontentare, ma qui devo dirvi che bisognerebbe stabilire un tariffario, cosa che ho cercato di fare non senza difficolt&agrave;, quantificando in termini orari l&#39;impegno, su una tariffa media di &euro; 15,00 per pagina di media difficolt&agrave;. Un brano pianistico molto complesso pu&ograve; richiedere anche 20 ore di lavoro per ricavarne uno spartito di 6/8 pagine. Brani pi&ugrave; semplici di 2/3 pagine si aggirano sulle 4/5 ore di lavoro. Il lavoro si svolge col piano elettrico collegato via midi al computer e al programma di scrittura, quindi tecnicamente con il sistema pi&ugrave; veloce possibile per l&#39;immissione delle note. Vi ricordo sempre che il lavoro avviene &quot;ad orecchio&quot;, senza programmi automatici di riconoscimento delle note (sul genere &quot;Dital-Ear&quot;). Tutto questo per dirvi che molti brani li ho fatti per passione, altri per didattica, mentre le nuove richieste che mi vengono poste, laddove non sussistono queste condizioni sono disponibile a realizzarle con questo contributo economico, sia per spartiti scritti per le due mani, sia per quelli con linea melodica e accordi. Recentemente altri siti hanno pensato di offrire questo servizio, voi poi potete valutare la qualit&agrave; della mia attuale offerta di musica scritta (la mia e quella di altri) e decidere a chi rivolgervi. Ovviamente, gli spartiti commissionati saranno di propriet&agrave; del committente e non saranno poi distribuiti nuovamente attraverso il mio sito. Che altro dire? Se avete richieste particolari e siete disponibili al piccolo contributo, contattatemi. </font></p>]]></description>
 <category>Generale</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=35</comments>
 <pubDate>Tue, 23 Mar 2010 12:08:47 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Aziza Mustafa Zadeh, concerto ad Anghiari,  20-11-2009]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=33</link>
<description><![CDATA[<p><img src="http://www.nicolamorali.com/blog/media/1/20091127-aziza_mustafa_zadeh_in_anghiari.jpg" border="0" alt="Aziza Mustafa Zadeh in Anghiari" title="Aziza Mustafa Zadeh in Anghiari" width="413" height="324" align="left" /><font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Vi ritorno a parlare di Aziza Mustafa Zadeh, perch&eacute; la scorsa settimana c&#39;&egrave; stata la grande possibilit&agrave; di rivederla finalmente in concerto in Italia, dove mancava dal 2004, ma sembrava quasi la prima volta, sia perch&eacute; erroneamente indicato dagli organizzatori nel presentare il concerto, ma anche per le tante persone incuriosite accorse per l&#39;occasione, per l&#39;eco data all&#39;evento anche dal servizio del tg3, che ha quasi fatto sembrare il concerto un vero esordio per la platea italiana. Ero un po&#39; scettico per le dimensioni del teatro, ma tutto sommato l&#39;atmosfera intima, il fascino del luogo pi&ugrave; volte sottolineato dalla stessa Aziza, la sua bravura e la qualit&agrave; del suono, hanno contribuito a regalarci una grande emozione. <br />E cos&igrave;, mentre gran parte del pubblico italiano aveva da poco affollato i teatri per Sakamoto -tranne il sottoscritto che pur avendolo nella propria citt&agrave; ha perso l&#39;occasione di trovare un biglietto in posizione decente- non mi sono per&ograve; lasciato sfuggire l&#39;occasione di andare a sentire e finalmente (quasi inaspettatamente) conoscere la mia pianista preferita. Il concerto si &egrave; basato sul materiale degli ultimi due album pi&ugrave; qualche inedito, ma sempre nella medesima direzione musicale, un stile pianistico contemporaneo permeato dalle influenze della musica popolare azera, ma con sempre pi&ugrave; radicate basi centro-europee, Da Bach al tardo romanticismo, pi&ugrave; l&#39;esecuzione di alcune arie d&#39;opera, anche in italiano, rivisitate da Aziza. Chi si aspettava qualcosa di pi&ugrave; Jazz, pi&ugrave; vicino ai suoi primi lavori, dovr&agrave; aspettare altri momenti, anche perch&eacute; giustamente la cornice e la rassegna erano pi&ugrave; adatti a questo discorso musicale, che sembra essere ora quello pi&ugrave; consono alla pianista. Ne ho gi&agrave; tessute le lodi in altri miei articoli, ho trascritto e suono alcuni suoi pezzi, certo vederla la prima volta dal vivo, vedere la sua eleganza alla tastiera, la sua sfavillante tecnica non solo sullo strumento ma anche alla voce &egrave; stata una emozione che porter&ograve; a lungo nei miei ricordi pi&ugrave; belli.<br />Ma, bellezza del concerto a parte, &egrave; stato il seguito ad essere una grossa sorpresa ed ancora pi&ugrave; emozionante, se possibile.</font><br /></p><font face="trebuchet ms,geneva" size="2">Mi ero portato qualche cd per farlo firmare, anche per avere una occasione per avvicinarmi, per un doveroso saluto e i complimenti di rito. Certo, avrei voluto dire che adoro la sua musica, la trascrivo e la diffondo, un po&#39; aiuto a farla conoscere in Italia, ma per timidezza non ho detto nulla. Per fortuna che c&#39;era sua madre Eliza, che &egrave; anche sua manager, che mi ha riconosciuto e mi ha chiamato per nome, nel momento in cui mi ero defilato un attimo dopo la firma che mi ero fatto fare sul cd di &quot;Shamans&quot;. Sono rimasto bloccato, incredulo. Di solito sono gli artisti noti ad essere riconosciuti, in questo caso mai mi sarei aspettato di essere chiamato per nome, di sapere di essere conosciuto da Aziza da almeno un paio di anni. Lei nella sua timidezza non me lo aveva detto nel momento in cui mi firmava il cd. I miei rimandi al suo sito, le mie trascrizioni e la grande passione per la sua musica non erano dunque passati inosservati. Il coronamento di un mio sogno. E, se non dovesse bastare, il sentirmi dire di essere considerato come un fratello (per una storia lunga e affascinante che per ora non sto a raccontarvi), che le mie musiche le suonano familiari, e il trattamento squisito nei miei confronti anche da parte di sua madre, sono sufficienti a rendere una serata del genere assolutamente indimenticabile. E successivamente, dopo i saluti in teatro, il rivedersi ancora al rinfresco del dopo concerto, l&#39;onore di stare allo stesso tavolo e chiacchierare del pi&ugrave; e del meno, la sensazione di stare con persone che ti sembrano cos&igrave; familiari, o amici ritrovati, ti lasciano quasi senza parole. Oggi, dopo una settimana, mi ritrovo a riodinare le idee, fare i conti con le tantissime cose che avrei voluto chiedere ma che per l&#39;appagamento di stare seduti di fronte ad una artista di tale levatura non sono riuscito a dire, e riascolto tutto quanto ha creato. Di qualcosa di musicale abbiamo per&ograve; parlato, della conferma che di sua penna non ha scritto nulla dei suoi brani e che riesce a ricordarli tutti (beata lei), dell&#39;invito ad approfondire ulteriormente la conoscenza di suo padre Vagif Mustafa Zadeh, pianista jazz fenomenale, che avuto due sfortune, di essere prematuramente scomparso a 39 anni, e di essere stato ingabbiato dal regime sovietico, che in parte osteggiava il jazz e in qualche modo ha impedito ad un artista di notevole levatura di trovare il suo posto al fianco di altri giganti del pianoforte contemporaneo. Dizzy Gillespie, noto trombettista jazz, ebbe a dire che era un pianista di un altro pianeta, la sua musica era il futuro. Lo sto a poco a poco scoprendo, ed &egrave; fonte davvero di grande emozione e sorpresa.<br />un grazie speciale a mia moglie Inga che con determinazione ha voluto portare dal nostro giardino una bella rosa rossa che Aziza ha particolarmente gradito, io di mia iniziativa non me la sarei sentita, mai immaginando di poterla avvicinare, e avevo prorio torto!<br />Un saluto anche agli amici di Roma, che mi hanno riconosciuto in platea e con cui abbiamo parlato piacevolmente di Aziza e non solo (ho visto che avete fatto delle foto, mi piacerebbe vederle!).<br />Un grazie anche agli organizzatori, il teatro di Anghiari &egrave; molto pittoresco, e il centro storico medievale del paese, che non avevo mai visto, anche nelle luci artificiali di una sera autunnale, vale davvero una visita.<br />Per chi ancora non conosce Aziza ed &egrave; stato (spero) incuriosito a volerla ascoltare, l&#39;invito &egrave; prima di tutto a vedere i video su YouTube, poi per l&#39;acquisto dei cd anche Ebay non &egrave; male, mentre per gli ultimi due lavori l&#39;acquisto &egrave; alla fine dei concerti oppure tramite il <strong><a href="http://www.azizamustafazadeh.de" target="_blank" title="Aziza Mustafa Zadeh official site">sito ufficiale</a></strong>.</font>]]></description>
 <category>ascolti</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=33</comments>
 <pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:01:38 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Spartiti Pinocchio di Comencini - musica di Fiorenzo Carpi]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=32</link>
<description><![CDATA[<p><img src="http://www.raitrade.it/pictures/B_005244.jpg" border="0" alt="una scena dal Pinocchio di Luigi Comencini" title="una scena dal Pinocchio di Luigi Comencini" width="177" height="177" align="left" />Approfitto del Blog per segnalare che, sempre spinto dalle numerose richieste, ho aggiunto un&#39;altra trascrizione-adattamento dalle celebri musiche scritte da Fiorenzo Carpi per quel capolavoro della televisione italiana che fu il &quot;Pinocchio&quot; del 1972 di Comencini. Tra l&#39;altro, proprio in questi giorni va in onda la nuova versione con un cast internazionale, che ha lasciato perplessi molti, pur avendo avuto un buonissimo share. E&#39; ovvio che gran parte delle perplessit&agrave; riguardano il confronto con la colonna sonora dell&#39;epoca, difficilmente superabile. Se mi avessero proposto, o mi proponessero in futuro di musicare un qualsiasi Pinocchio, penso che mi metterei le mani nei capelli, quando ci si deve confrontare con un&#39;opera del passato, tra l&#39;altro cos&igrave; ben riuscita e tanto radicata nella memoria delle persone, il compito si fa davvero difficile per chiunque.<br />Comunque sia, se per il tema iniziale mi ero basato sulla versione che potete vedere su YouTube cliccando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WXRPLrk6wgg" target="_blank" title="link alla sigla iniziale di pinocchio"><strong>QUI</strong></a>, e il cui spartito lo potete scaricare dai link a fondo articolo, per il tema di Geppetto per ora mi sono basato sulla versione pianistica proposta dal pianista il cui pseudonimo &egrave; Framaulo, pubblicata sempre su YouTube a questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8Iz2Nj6eB90" target="_blank" title="tema di Geppetto - piano solo"><strong>LINK.</strong></a> Per chi ha il disco della colonna sonora o ricorda le versioni usate nel film, una &egrave; veloce, con il tema affidato alla fisarmonica (Geppetto in allegria), una seconda &egrave; invece lenta con il tema affidato alla chitarra classica (Geppetto con malinconia). Questa versione per pianoforte &egrave; una buona sintesi delle due versioni. l&#39;interprete del video ha scritto pubblicamente di non avere uno spartito della sua versione, spero non si offenda se l&#39;ho voluto realizzare io.<br /><br /><img src="http://www.nicolamorali.com/images/pdf.gif" border="0" alt="pdf" title="pdf" width="16" height="16" /> <a href="http://www.nicolamorali.com/pdf/tema%20di%20geppetto%20-%20pinocchio%20%28f.carpi%29.pdf" target="_blank" title="spartito tema di Geppetto - Pinocchio">tema di Geppetto - piano solo (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf</a></p><p><img src="http://www.nicolamorali.com/images/pdf.gif" border="0" alt="pdf" title="pdf" width="16" height="16" /> <a href="http://www.nicolamorali.com/pdf/pinocchio-sigla%20iniziale.pdf" target="_blank" title="tema di Lucignolo - pinocchio">&quot;Lucignolo&quot; - sigla iniziale da &quot;Pinocchio&quot; (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf</a> <br /></p>]]></description>
 <category>Generale</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=32</comments>
 <pubDate>Wed, 4 Nov 2009 11:46:27 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[chi più scarica, più compera...o no?]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=31</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.crakweb.it/upload/Articoli/303/records_1.jpg" border="0" alt="records store" title="records store" width="227" height="170" align="left" />E&#39; notizia di questi giorni, sulla base di una ricerca svolta in Inghilterra da parte di un importante studio di ricerca,che i pirati pi&ugrave; o meno assidui del web, coloro che in sostanza scaricano maggiormente musica illegale, sono anche coloro che in definitiva comperano maggiormente musica attraverso i canali legali, che si tratti di download o nei convenzionali (finch&eacute; esisteranno) negozi del settore. In realt&agrave; dando un&#39;occhiata all&#39;articolo del <a href="http://www.guardian.co.uk/media/pda/2009/jul/03/music-film-games-download-piracy-pricing" target="_blank">Guardian</a> si legge che gli intervistati sono disposti a comperare purch&eacute; il prezzo sia giusto. Insomma, cosa ci sar&agrave; mai di nuovo in questi sondaggi e articoli? Queste cose si sono gi&agrave; dette. Chi &egrave; stato cliente della musica nei tempi d&#39;oro, quando c&#39;erano i negozi veri, forniti, quando le alternative erano davvero poche, e l&#39;unica pirateria possibile era una musicassetta registrata, possibilmente al cromo, da vinile o cd, era davvero meglio per tutti. Questo tipo di cliente, ora, &egrave; assai spaesato, intanto perch&eacute; i pochi negozi privilegiano solo le ultime novit&agrave;, poche discografie ragionate e approfondite, difficolt&agrave; nel reperire cose poco commerciali. Classica e Jazz, i generi meno venduti, posti ai margini e in poche colonne di espositori. Quando invece in rete &egrave; possibile trovare ogni cosa, soprattutto quei cd che nei negozi non vedi e mai vedrai, difficile resistere alla tentazione. Ma non c&#39;&egrave; bisogno in fondo di educare o punire i 30-40enni che se hanno comperato musica continuano a farlo anche ora (ma conosco molte eccezioni in negativo), pur tra mille difficolt&agrave;. E&#39; ai ventenni, alla download-generation, che bisogna insegnare il valore del prodotto musicale, perch&eacute; sono proprio loro che se non imparano ora a comperare, ad essere sensibili e rispettare il lavoro altrui, difficilmente lo faranno dopo. Il controsenso &egrave; che si tratta della fascia d&#39;et&agrave; che &egrave; il target principale del mercato discografico, non a caso invaso da artisti o pseudo tali che a loro si rivolgono, sperando di andare incontro ai loro gusti, e portafogli! Il punto &egrave; che con la prossima fine di ogni supporto fisico, che simboleggia in proporzione proprio il valore dell&#39;opera che veicola, sar&agrave; difficile a questi giovanissimi far capire che investire qualche somma &egrave; necessario. Mah, io non mi sento per nulla vecchio o lontano dalle idee o gusti di molti giovanissimi, ma ricordo ancora i miei primi anni &#39;80, quel mettere da parte le 10 mila lire o poco pi&ugrave; necessarie per comperarmi gli lp che erano compagni di ascolti appassionati, legati a tanti ricordi, anche ai negozi stessi in cui li comperai, molti dei quali scomparsi. Pu&ograve; forse dare la stessa emozione un&#39;acquisto con carta di credito e relativo download da Itunes? ]]></description>
 <category>Pensieri</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=31</comments>
 <pubDate>Wed, 4 Nov 2009 11:01:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Fragments: Cyclicity. Registrato su Piano Yamaha VST]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=30</link>
<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="100%"><object type="application/x-shockwave-flash" data="/player_mp3.swf" width="200" height="20"> 	<param name="movie" value="player_mp3.swf"></param> 	<param name="FlashVars" value="mp3=http://www.webalice.it/nicolamorali/mp3/fragments_cyclicity.mp3&amp;showstop=1&amp;showinfo=1"></param> </object></table>Questo brano &egrave; incluso in quella serie di tanti frammenti pianistici che ho scritto nel corso degli ultimi 2 o 3 anni. Lo voglio proporre all&#39;ascolto, anche come spunto di riflessione sulla qualit&agrave; delle simulazioni al computer dei vari piani acustici. Ne ho sentiti tanti, dal Garritan Steinway, all&#39;East-West Bosendorfer, al Pianoteq, ma anche le simulazioni on-board di molti pianoforti digitali in commercio come Kawai, Nord Stage, Yamaha e Korg, tuttavia non sono ancora sicuro di potermi pronunciare. Ultimamente sono stati fatti passi da gigante, in generale si pu&ograve; dire che i pianoforti ricreati al computer come cosiddetti strumenti virtuali siano superiori alla maggior parte dei digitali in commercio, per&ograve; a tutti spesso manca quella componente fondamentale del piano, spesso sottovalutata, ovvero i rumori dei feltri del pedale di risonanza. Quell&#39;aspetto spesso tanto odiato dai fonici, perch&eacute; nelle registrazioni deve essere il pi&ugrave; possibile minimizzato, risulta alla fine particolarmente determinante per dare un&#39;anima al suono di piano, tanto da diventarne una componente talvolta percussiva. Keith Jarrett o anche Brad Mehldau ne fanno un uso particolare come si trattasse di una percussione, un elemento ritmico importante per caratterizzare un brano. Bene, a parte questo aspetto di cornice, poi c&#39;&egrave; la bellezza del suono ovviamente. Impossibile rendere tutte le sfumature del vero piano, si tenta di avvicinarsi il pi&ugrave; possibile. I forum specifici abbondando di pareri, spesso discordi, che preferisce l&#39;uno, chi l&#39;altro. Tra vari test, alla fine quello che sentite in questo brano &egrave; una simulazione di pianoforte a coda <a href="http://sonart.cc/shop/product_info.php?products_id=210" target="_blank">Yamaha C7 della Sonart</a>, tra i tanti disponibili &egrave; addirittura gratuito, e assolutamente niente male. Metallico nei medio-alti, ma ottimo nei bassi, medio-bassi e acuti. Buona anche la risposta dinamica, se la maggior parte dei pianoforti simulati non &egrave; adatta all&#39;uso solista, questo suono, all&#39;interno di progetti pop o rock non sfigura affatto, ed &egrave; un buon compromesso quando non si ha un piano a disposizione, o si vogliono fissare delle idee o delle stesure di brani come &egrave; stato nel mio caso. ]]></description>
 <category>PianoBlog</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=30</comments>
 <pubDate>Thu, 15 Oct 2009 11:37:41 +0200</pubDate>
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 <title><![CDATA[Nuove uscite per solo piano]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=29</link>
<description><![CDATA[<p><img src="http://www.nicolamorali.com/blog/media/1/20091006-jarrett_paris_london.jpg" border="0" alt="Keith Jarrett - Paris/London testament" title="Keith Jarrett - Paris/London testament" hspace="5" vspace="5" width="160" height="160" align="left" />Ottobre 2009, con l&#39;arrivo dell&#39;autunno arrivano sul mercato due interessanti uscite discografiche ad opera di un paio di artisti molto diversi ma di indiscutibile riferimento per lo strumento pianoforte: Keith Jarrett e Ryiuchi Sakamoto. Il pianista americano esce con ben 3 cd in una volta, con un&#39;opera intitolata &quot;Paris/London: testament&quot;, un titolo piuttosto enigmatico che non si capisce se voglia lasciar presagire che si tratti dell&#39;ultimo tassello che Jarrett intende incastonare nella sua ben nutrita discografia dedicata ai concerti di musica improvvisata al pianoforte. Una uscita speciale che celebra anche i 40 anni della storica etichetta ECM, e che nel comunicato di presentazione tende bene a sottolineare quanto questo nuovo Jarrett si ponga come uno dei migliori lavori per solo piano, al pari dei concerti di Vienna, dei Sun Bears e ovviamente di quello di Colonia. Difficile a dirsi, difficile capire quanto Jarrett possa aggiungere a quanto gi&agrave; detto, soprattutto da lui stesso. Forse la forma pi&ugrave; controllata dei brani, una misura pi&ugrave; contenuta della musica, come gi&agrave; iniziato nel precedente &quot;Radiance&quot; pu&ograve; giovare alla fruibilit&agrave; dell&#39;opera. Per il momento possiamo ascoltare qualche minuto di ciascuna traccia sul sito della Universal, cliccando <a href="http://www.universalmusicclassical.com/artist/releases/release.aspx?pid=61065&amp;aid=1283" target="_blank" title="ascolta in anteprima il disco di Jarrett - Paris/London testament">QUI</a>.</p><p>Ryuichi Sakamoto fa uscire in Europa, in concomitanza con il suo tour per solo piano nei teatri, un nuovo disco intitolato &quot;Playing the piano&quot;, di cui si pu&ograve; avere notizia sul suo sito ufficiale, <a href="http://www.sitesakamoto.com/whatsnew/" target="_blank" title="Ryiuichi Sakamoto news">a questa pagina</a>. In realt&agrave; si tratta di una compilation di brani tratti da precedenti lavori, tra cui dei veri e proprio classici del suo repertorio, con l&#39;aggiunta di due inediti. E&#39; sempre pi&ugrave; difficile trovare i lavori di Sakamoto nei nostri negozi, per il momento non c&#39;&egrave; una preview di questo nuovo lavoro ma sicuramente ne riparleremo pi&ugrave; avanti, dopo avere avuto modo di valutare l&#39;eco dei suoi concerti italiani. </p>]]></description>
 <category>ascolti</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=29</comments>
 <pubDate>Tue, 6 Oct 2009 11:19:53 +0200</pubDate>
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 <title><![CDATA[Una rinascita nostrana del pianoforte]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=27</link>
<description><![CDATA[<font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="2">In origine ci fu la cosiddetta &quot;new age music&quot;, che per buona parte degli anni 90 e successivi ha accompagnato e in qualche modo etichettato gran parte dei nuovi lavori legati al pianoforte, forse proprio per l&#39;impossibilit&agrave; di collocarli in un genere ben preciso. Non era classica, non era pop, jazz o fusion, neanche musica per colonne sonore di film, e dunque il termine &quot;new age&quot;, di gran moda all&#39;epoca, ci stava bene. Arrivarono sul mercato decine e decine di lavori di pianisti, soprattutto americani, interpreti di un pianismo troppo melodico e per certi versi piuttosto banale, il cui scopo principale era di rilassare il corpo e la mente degli ascoltatori. Esagerando ulteriormente in questa direzione, capita ancora di vedere quei cd in certi scaffali di librerie o negozi di articoli legati alla natura dove la musica per pianoforte di questo ambito &egrave; sovrapposta ai rumori del bosco, gorgoglii d&#39;aqua, cinguettiii e via dicendo. Terribile. Per fortuna, qualcosa &egrave; cambiato. Infatti, arrivando ai giorni nostri, parliamo di una rinascita del tutto nostrana del pianoforte, che in qualche modo ne ha trasformato l&#39;immagine, grazie soprattutto ai suoi interpreti e comunicatori. Niente pi&ugrave; quindi pianisti schivi e dal carattere imprevedibile (tipo Jarrett), oppure incapaci di parlare e poco comunicativi e largo quindi a istrionici showmen come Stefano Bollani, o incarnazioni di genio e follia (sincera o costruita che sia) come in Giovanni Allevi. Ma c&#39;&egrave; spazio anche per Cesare Picco, Ludovico Einaudi, Roberto Cacciapaglia e molti altri. Pi&ugrave; virtuosismo, pi&ugrave; note, e talvolta anche pi&ugrave; ispirazione di qualche tempo fa. E fa comunque piacere che dopo questo successo di Allevi ci sia pi&ugrave; interesse verso i dischi di solo pianoforte come raramente accadeva in passato. Non a caso, ed &egrave; anche forse la ragione che mi ha un po&#39; spinto a queste riflessioni, &egrave;&#39; proprio di questi giorni l&#39;uscita di un disco di pianoforte realizzato da Federica Fornabaio, che &egrave; stata anche direttrice d&#39;orchestra a Sanremo 2009, a conferma di questo momento positivo del pianoforte in Italia. Certamente il pianismo legato al Jazz non ha mai sofferto di etichettature o considerazioni applicabili agli altri generi, prevalentemente per la sua presenza s&igrave; costante ma pur sempre ai margini del mercato discografico. E&#39; ovvio che queste piccole rivoluzioni, un interesse mediatico ed un seguito pi&ugrave; vasto sono direttamente proporzionali alla immediata fruibilit&agrave;, alla maggiore semplicit&agrave; di un&#39;opera in confronto ad un&#39;altra. Bollani &egrave; un genio, suona qualsiasi cosa con maestria, ed anche un tango da orchestra &quot;leggera&quot; sotto le sue dita diventa un brano virtuosistico impressionante, ma la sua musica non &egrave; scritta e non &egrave; per tutti; Allevi suona musica armonicamente dacisamente pi&ugrave; alla portata della maggior parte degli ascoltatori, e che ha anche il vantaggio di essere scritta (e questa &egrave; sempre cosa non da poco) per cui si spiega il suo successo. Certo, forse abilmente amministrato e pianificato, forse discutibile in quanto in certi casi sarebbe meglio far parlare di pi&ugrave; la musica e non accompagnarla con aneddoti surreali e poco credibili, ma non desidero per ora unirmi alle gi&agrave; feroci polemiche presenti in larga misura in rete e che ho seguito con interesse. Basta leggere qualche commento su YouTube per farsi un&#39;idea. Intanto, qualsiasi commento in proposito &egrave; ben gradito. </font>]]></description>
 <category>Pensieri</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=27</comments>
 <pubDate>Wed, 23 Sep 2009 10:22:26 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[PianoMen, i migliori di che?]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=24</link>
<description><![CDATA[<p>Non bastava che L&#39;espresso avesse proposto al pubblico una strana collana dedicata ai pianisti italiani di Jazz qualche tempo fa inserendoci pure Allevi, che ecco arrivare Panorama a creare confusione nella mente dell&#39;italiano carente di cultura della musica pianistica contemporanea. Strana cozzaglia di cose, davvero, questa proposta dal poco competente ideatore della collana &quot;PianoMen - semplicemente i migliori&quot;, nelle edicole da Febbraio 2009. Viene proposto &quot;Joy&quot; di Giovanni Allevi, sull&#39;onda del grande successo del pianista marchigiano, seguito dal &quot;Carioca&quot; di Bollani, poi &quot;Divenire&quot; di Ludovico Einaudi, e poi, inspiegabilmente si propongono album stranieri come &quot;Night and Day&quot; di Joe Jackson e &quot;Illustrated Musical Encyclopedia&quot; di Sakamoto. Va benissimo chiudere la collana con &quot;The Piano&quot; di Nyman, ma mi chiedo davvero cosa c&#39;entri soprattutto Joe Jackson. Tanto valeva allora metterci &quot;Piano Man&quot; di Billy Joel, il folgorante esordio di Jamie Cullum, Peter Cincotti e perch&eacute; no allora qualche album di Diana Krall. Ah, dimenticavo, &egrave; una collana al maschile, a quando le PianoWomen? </p><p>Se si voleva puntare sulla sola musica strumentale, &quot;Night and Day&quot; ha davvero poco a che vedere con questa collana. Io ho amato molto il Joe Jackson di quel periodo, soprattutto del successivo &quot;Body and Soul&quot;, che col mio vinile comprato all&#39;epoca (1985) suona ancora che &egrave; una meraviglia, meglio dello stesso cd (questa &egrave; una cosa che gli addetti ai lavori e audiofili sanno bene). &quot;Night and day&quot; &egrave; un capolavoro di musica pop raffinata, con richiami al jazz gi&agrave; nel titolo, e alle atmosfere del giorno e della notte newyorchese. Troverete solo recensioni entusiastiche di questo importante album del 1982. Un geniale cantautore e ottimo pianista, Joe Jackson, anche autore di album di sola musica strumentale come &quot;Night Music&quot; e &quot;Will Power&quot;, ancora attivo ma purtroppo ingiustamente dimenticato da tanti. Se l&#39;uscita assieme a Panorama servir&agrave; ad avvicinare qualcuno al suo lavoro ben venga, ma all&#39;interno di questa collana &egrave; come i cavoli a merenda. Anche la scelta del disco di Sakamoto &egrave; sbagliata, perch&eacute; il suo disco per pianoforte pi&ugrave; importante &egrave; &quot;BTTB&quot;, o anche se vogliamo i &quot;Piano Works&quot;, con la bella versione al piano di &quot;The Sheltering Sky&quot;. Capisco che nel fare una collana si possono ottenere i diritti di pubblicazione solo di certi album anzich&eacute; altri, ma alcuni titoli sono sicuramente dei riempitivi e basta. Del resto, in una collana con i migliori PianoMen, possibile non includere Jarrett, Mehldau o Herbie Hancock?</p><p>Ecco il link, fino a quando rimarr&agrave; visibile, con il piano dell&#39;opera: <a href="http://www.panorama.it/adv/speciali/pianomen/" target="_blank" title="PianoMen - collana di cd di Panorama">http://www.panorama.it/adv/speciali/pianomen/ </a></p>]]></description>
 <category>Varie</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=24</comments>
 <pubDate>Thu, 26 Feb 2009 11:53:03 +0100</pubDate>
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 <title><![CDATA[Il corto "Breve sogno" con mie musiche al piano su Yalp!]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=23</link>
<description><![CDATA[Bene, intanto bisogna chiarire cosa è <b><a href="http://www.yalp.alice.it" title="yalp">Yalp!</a></b>. Si tratta di un sito internet che fa capo ad Alice, quindi presumibilmente raggiungibile soltanto da chi si appoggia al gestore Adsl Telecom Italia, non ho ora modo di verificare se è possibile vederlo anche dagli altri. Tramite questo sito è possibile vedere alcuni canali televisivi italiani, svariati contenuti on-demand e a pagamento, ma anche alcuni contenuti gratuiti come appunto cortometraggi. Curiosando tra le varie pagine ho visto, con un po' di sorpresa perché non ne ero a conoscenza, che nella sezione dei corti c'è un film per cui ho scritto qualche tema pianistico nel 2006, "Breve Sogno", del regista Ruben Garbellini, raggiungibile da <a href="http://www.yalp.alice.it/video/film_&_serie_tv/corti/listing.html">questo indirizzo</a>.<br>Il link esatto del film, salvo modifiche da parte di Yalp è <b><a href="http://www.yalp.alice.it/video/filmserietv/corti/aa/dv-50097757.html?stat=false" title="link al film Breve Sogno" target="_blank">questo</a></b>. <br>È in buona qualità video e anche audio stereo, anche se la prima impressione è che proprio l'audio delle musiche al piano non sia perfetta, spero soltanto per un errore di conversione in formato per il web.]]></description>
 <category>Varie</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=23</comments>
 <pubDate>Sun, 21 Sep 2008 00:13:31 +0200</pubDate>
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 <title><![CDATA[Trascrizioni]]></title>
 <link>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=22</link>
<description><![CDATA[C'è un lavoro di intima soddisfazione che amo molto, e che non ha prezzo date le molte ore che richiede, dedicato alla accurata scrittura su spartito di quella musica pianistica che non esiste pubblicata e disponibile per tutti quanti vogliano eseguirla. Molta bellissima musica non viene neppure mai ufficialmente pubblicata da qualche editore perché non avrebbe un riscontro di vendite tale da giustificare l'investimento, e inoltre molta musica non viene neppure rilasciata dagli stessi autori su spartito per via del troppo lavoro che questo richiede. Del resto, non dimentichiamo che molti spartiti di autori jazz esistono solo come ottime trascrizioni, dal "Koln Concert" di Jarrett, a molto materiale di Herbie Hancock o Chick Corea, come anche per i brani di Petrucciani raccolti in songbook, o gli stessi "Real Book", nati per definizione grazie al contributo dei musicisti che hanno fissato su carta la gran parte del patrimonio delle songs che sono la base del repertorio jazzistico. Certo, scrivere una linea melodica con le sigle degli accordi è cosa molto più semplice di un vero arrangiamento pianistico, ed è anche la ragione per cui molta musica italiana esiste in commercio solo in questa forma. Proprio per questo motivo nell'ultimo anno, una volta che si è sparsa la voce di una mia trascrizione pianistica di "Solo per te" dei Negramaro, mi sono giunte decine e decine di richieste dello spartito da me realizzato. Molti erano scontenti di quello trovato in commercio, dunque a volte un piccolo sforzo in più da parte di chi decide di pubblicare degli spartiti di gruppi di successo penso non guasterebbe.La vera soddisfazione sta comunque nel trascrivere brani difficili, pur sapendo che questo<b> farà la gioia solo di un gruppo limitato di persone, come nel caso del mio lavoro dedicato ad </b>Aziza Mustafa-Zadeh, che in parte ho contribuito a rendere un po' più famosa in Italia, stando almeno a quanto mi hanno riferito diverse persone via email. Come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, pare che lei non ne voglia sapere di pubblicare degli spartiti, il lavoro è troppo duro, ma di persone disposte a suonare quanto scrive ce ne sono eccome! Quindi, da un lato per il mio contributo, ma soprattutto grazie ad un altro trascrittore che lavora in Francia e con cui sono in contatto, il materiale su di lei sta diventando corposo, al punto che tra non molto se ne potrebbe ricavare un libro. Su di lei mi sono prefissato di trascrivere almeno un brano all'anno, e infatti sto per terminare una composizione tratta dal suo penultimo album, che pubblicherò sul sito appena disponibile.
Gli spartiti che possono essere oggetto di contenzioso da parte dei rispettivi autori per via del loro appetibile valore commerciale preferisco non metterli direttamente in download sul sito, ma sono comunque disponibili previa richiesta, e assolutamente gratis. In sostanza, non voglio mettere in download direttamente molte delle cose trascritte se queste sono o saranno in commercio, anche se in forma, diciamo, più "scarna" rispetto alla mia.
La mia ultima trascrizione in ordine di tempo riguarda <b>Giovanni Allevi</b>: lo scorso marzo mi era stato richiesto lo spartito del suo <b>"Monolocale 7.30 a.m."</b>, brano tratto dal disco "composizioni" e anche ripreso nel disco "AlleviLive" appena uscito, e trovandolo molto bello, anche per l'interesse didattico che può avere, l'ho iniziato e poi ripreso solo di recente, completandolo la scorsa settimana. Ho letto che è un brano di Allevi piuttosto ricercato dai molti pianisti che si cimentano nel suo repertorio, e siccome mi sono giunte voci di una sua probabile futura pubblicazione ufficiale, anche questo non lo voglio pubblicare direttamente in download su questo sito, anche se già sta circolando dopo che l'ho spedito a chi me ne ha fatto richiesta. Certo, non sono l'unico trascrittore che ha realizzato qualcosa su di lui, però andare contro l'interesse commerciale di un editore (Carish), alla luce dei dati che dicono che i suoi spartiti negli ultimi due anni sono stati un assoluto best-seller del settore, mi dispiace un po', ma pazienza, si sappia che il mio è puro scopo didattico! 
E, comunque, alla fine chi si accinge a suonare forse pensa poco al duro lavoro di trascrizione, spesso fatto di ripetuti ascolti anche solo di una singola battuta, per capirne tutte le voci e la modalità di scrittura, la corretta separazione tra le due mani, e tutte le problematiche più o meno tecniche della notazione musicale. E' un po' come risolvere un puzzle, difficile e appassionante, ed è giusto che un piccolo merito vada anche a chi lo riscrive dedicandoci molte ore.]]></description>
 <category>Generale</category>
<comments>http://www.nicolamorali.com/blog/index.php?itemid=22</comments>
 <pubDate>Wed, 31 Oct 2007 10:12:51 +0100</pubDate>
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