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Il
"Teatro dell'Asino"
è un gruppo teatrale ferrarese con cui ho lavorato
sin dalla sua nascita, nel 1991. Nato dall'idea di Elena
e Marco Felloni (quest'ultimo già regista di cortometraggi
che ho musicato a partire dal 1987), ha attraversato nell'arco
di un decennio diversi generi teatrali, dal classico,
al brillante, allo sperimentale, ed è stato una
palestra importante per un largo numero di giovani talenti
che di volta in volta si sono avvicendati sul palco. Fino
a 20 attori sul palcoscenico per le rappresentazioni di
testi "cult" giovanili come "Jack Frusciante
è uscito dal gruppo" e "Alcool Freddo"
ispirato alla vita di Charles Bukowsky.
Se con il primo spettacolo del 1991
"La purezza e la passione" mi ero occupato della
composizione di brani di stampo classico che vennero coreografati
dalla danzatrice Cristina Tassinari, con i successivi
spettacoli, in particolare "Il concilio d'amore"
del 1994, dal testo di Oskar Panizza, si è avuta
la piccola svolta, che è divenuta poi una caratteristica
del gruppo teatrale fino al 2000; la proposta di canzoni
scritte appositamente per lo spettacolo, eseguite in scena
dagli attori. Qualcosa di molto simile ad un musical,
tuttavia rimanendo un tipo di show in qualche modo ibrido.
Ho scritto diverse musiche di scena, Overtures, finali,
ma le canzoni rivestono certamente il ruolo dominante,
per il loro indubbio valore musicale che va al di là
della semplice funzione scenica e inserita nel contesto
del copione di scena.
I due canti "quasi due lied"
scritti per "Il concilio d'amore", con la voce
di Paola Bonora, li annovero come le mie due composizioni
più riuscite, forse perché frutto di due
mesi di intenso lavoro giornaliero dedicato al testo da
musicare che mi fu sottoposto. Devo infatti precisare
che tutte le canzoni scritte per il gruppo teatrale le
ho scritte musicando i testi che di volta in volta mi
venivano sottoposti da Marco Felloni, testi quindi già
scritti e delineati, sulla base dei quali ho scritto le
musiche, che sono state molto diverse di volta in volta.
Se per il "Concilio" il riferimento era classico,
nelle successive canzoni ho affrontato il rock, l'hard
rock, il pop, il blues, la fusion, il jazz, le melodie
di ispirazione medieval-popolare di "Candido".
Tutte queste canzoni, inframmezzate da momenti musicali
tratti dai relativi spettacoli, sono finalmente ora ospitate
su un cd, che verrà proposto, oltre che su questo
mio sito, ai banchi e nelle occasioni in cui il teatro
si proporrà al pubblico.
Mi sono più volte chiesto a chi
potrà piacere questo cd, oltre che alle persone
che di questo gruppo teatrale hanno fatto parte, e a coloro
che hanno interpretato i brani: forse sarà un po'
strano per i testi, così profondamente legati alle
opere teatrali a cui fanno riferimento, ma musicalmente
non ho dubbi che possa essere apprezzato anche a chi è
estraneo a questa esperienza.
Nel giro di due settimane o poco più
siamo riusciti a concretizzare ciò che era praticamente
rimasto nel cassetto per anni, canzoni mai registrate
e all'epoca interpretate soltanto sulla scena, che i cantanti
originari hanno avuto la passione (e la pazienza) di cantare
nuovamente. Io stesso, per i brani a cui sono legato,
mi sono cimentato per la prima volta come cantante.
Cito e ringrazio anche in questo spazio
i cantanti che hanno dato voce alla mia musica e alle
liriche di Marco Felloni:
Paola Bonora, Gaia Benassi, Federica
Stecchi, Elena Grazzi, Stefano Ferrioli, Marco Sgarbi.
Un ringraziamento doveroso anche ai
musicisti che mi hanno accompagnato nei brani rock: Marco
Bovi alla chitarra, l'immancabile Stefano
Peretto alla batteria, Federico
"Mendoh" Tonelli al basso.
Il titolo del lavoro, da me scelto,
è stato "Tre sorrisi", dalla canzone
scritta nel 1996 per lo spettacolo "Girotondo"
tratto da un testo di Schnitlzer, e interpretata da Gaia
Benassi, anche ritratta nella copertina durante la perfomance.
In qualche modo ho considerato questo come il brano più
emblematico di tutto il progetto perchè dal momento
della sua rappresentazione, anno dopo anno, mi sono sempre
pentito di non averla registrata quando era il momento,
ma sapevo in cuor mio che prima o poi questo momento sarebbe
arrivato. Io e Gaia tante volte ce lo siamo detto..."un
bel giorno lo registreremo", e così è
stato. Proprio per questo motivo ho deciso di dedicare
a questa canzone l'intero progetto, perché è
stata sicuramente lo stimolo principale per rimettersi
al lavoro dopo anni su questo materiale.
È bello considerare quanto i
desideri, con un piccolo sforzo, possano diventare realtà,
perché è vero che fino ad un mese fa questo
progetto non era nella mente di nessuno, e invece ora
è un cd che, in primis chi ha cantatato, per il
piacere dei suoi ricordi, lo ascolterà con piacere,
e mi auguro molte altre persone lo faranno.
Nicola Morali, 20 febbraio 2003
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