“Northern Shadows”, for trio


Con questo brano che ho scritto e registrato in un paio di giorni nel luglio 2017 mi sono ispirato, come anche ho voluto sintetizzare nel titolo, alle atmosfere del Jazz nordico, ad alcune produzioni ECM (nota etichetta di jazz contemporaneo) dei tempi d’oro, ma anche al grande Lyle Mays, in particolare il suo primo disco. Colgo l’occasione di questo articolo di presentazione anche per spiegare quello che avviene musicalmente in questa composizione, perché quello che mi ero posto fin dall’inizio era di arrivare a definire un tema orecchiabile che possibilmente si discostasse dalle consuete progressioni di accordi. Ne è venuto fuori un brano di ispirazione jazz-fusion che guarda al passato un po’ costruito come una canzone.
In questo pezzo, che è in fa maggiore, ho giocato sul susseguirsi di determinati intervalli, come ad esempio nel tema principale, dove le note fondamentali degli accordi  sono poi ribadite più volte in una serie di stacchi basati sugli stessi, che ho ripreso anche nel finale. Per essere più precisi si tratta di: Fa, Re bemolle, Si, Sol, Si bemolle, Sol bemolle, chiudendo ancora sul Fa, intervalli che se presi a due a due in senso discendente, sono tutti di terza maggiore. Il brano è in 4/4, c’è anche spazio però per una sezione in 7/8 dove invece mi sono basato su accordi sospesi sempre su intervalli di terza, ma minore. Dopo questo episodio, c’è una sorta di ciclicità in senso discendente anche nell’assolo pianistico che inizia al minuto 2:47, semitono-semitono-tono per 4 volte, secondo un ciclo di accordi minore-maggiore-minore-minore. Dopo viene ripreso il materiale iniziale (A e B) con una variante però sull’ultima esposizione del tema che viene riarmonizzato in modo minore.

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