Vi ritorno a parlare di Aziza Mustafa Zadeh, perché la scorsa settimana c'è stata la grande possibilità di rivederla finalmente in concerto in Italia, dove mancava dal 2004, ma sembrava quasi la prima volta, sia perché erroneamente indicato dagli organizzatori nel presentare il concerto, ma anche per le tante persone incuriosite accorse per l'occasione, per l'eco data all'evento anche dal servizio del tg3, che ha quasi fatto sembrare il concerto un vero esordio per la platea italiana. Ero un po' scettico per le dimensioni del teatro, ma tutto sommato l'atmosfera intima, il fascino del luogo più volte sottolineato dalla stessa Aziza, la sua bravura e la qualità del suono, hanno contribuito a regalarci una grande emozione.
E così, mentre gran parte del pubblico italiano aveva da poco affollato i teatri per Sakamoto -tranne il sottoscritto che pur avendolo nella propria città ha perso l'occasione di trovare un biglietto in posizione decente- non mi sono però lasciato sfuggire l'occasione di andare a sentire e finalmente (quasi inaspettatamente) conoscere la mia pianista preferita. Il concerto si è basato sul materiale degli ultimi due album più qualche inedito, ma sempre nella medesima direzione musicale, un stile pianistico contemporaneo permeato dalle influenze della musica popolare azera, ma con sempre più radicate basi centro-europee, Da Bach al tardo romanticismo, più l'esecuzione di alcune arie d'opera, anche in italiano, rivisitate da Aziza. Chi si aspettava qualcosa di più Jazz, più vicino ai suoi primi lavori, dovrà aspettare altri momenti, anche perché giustamente la cornice e la rassegna erano più adatti a questo discorso musicale, che sembra essere ora quello più consono alla pianista. Ne ho già tessute le lodi in altri miei articoli, ho trascritto e suono alcuni suoi pezzi, certo vederla la prima volta dal vivo, vedere la sua eleganza alla tastiera, la sua sfavillante tecnica non solo sullo strumento ma anche alla voce è stata una emozione che porterò a lungo nei miei ricordi più belli.
Ma, bellezza del concerto a parte, è stato il seguito ad essere una grossa sorpresa ed ancora più emozionante, se possibile.
Approfitto del Blog per segnalare che, sempre spinto dalle numerose richieste, ho aggiunto un'altra trascrizione-adattamento dalle celebri musiche scritte da Fiorenzo Carpi per quel capolavoro della televisione italiana che fu il "Pinocchio" del 1972 di Comencini. Tra l'altro, proprio in questi giorni va in onda la nuova versione con un cast internazionale, che ha lasciato perplessi molti, pur avendo avuto un buonissimo share. E' ovvio che gran parte delle perplessità riguardano il confronto con la colonna sonora dell'epoca, difficilmente superabile. Se mi avessero proposto, o mi proponessero in futuro di musicare un qualsiasi Pinocchio, penso che mi metterei le mani nei capelli, quando ci si deve confrontare con un'opera del passato, tra l'altro così ben riuscita e tanto radicata nella memoria delle persone, il compito si fa davvero difficile per chiunque.
Comunque sia, se per il tema iniziale mi ero basato sulla versione che potete vedere su YouTube cliccando QUI, e il cui spartito lo potete scaricare dai link a fondo articolo, per il tema di Geppetto per ora mi sono basato sulla versione pianistica proposta dal pianista il cui pseudonimo è Framaulo, pubblicata sempre su YouTube a questo LINK. Per chi ha il disco della colonna sonora o ricorda le versioni usate nel film, una è veloce, con il tema affidato alla fisarmonica (Geppetto in allegria), una seconda è invece lenta con il tema affidato alla chitarra classica (Geppetto con malinconia). Questa versione per pianoforte è una buona sintesi delle due versioni. l'interprete del video ha scritto pubblicamente di non avere uno spartito della sua versione, spero non si offenda se l'ho voluto realizzare io.
tema di Geppetto - piano solo (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf
"Lucignolo" - sigla iniziale da "Pinocchio" (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf
04/11/09: chi più scarica, più compera...o no?
E' notizia di questi giorni, sulla base di una ricerca svolta in Inghilterra da parte di un importante studio di ricerca,che i pirati più o meno assidui del web, coloro che in sostanza scaricano maggiormente musica illegale, sono anche coloro che in definitiva comperano maggiormente musica attraverso i canali legali, che si tratti di download o nei convenzionali (finché esisteranno) negozi del settore. In realtà dando un'occhiata all'articolo del Guardian si legge che gli intervistati sono disposti a comperare purché il prezzo sia giusto. Insomma, cosa ci sarà mai di nuovo in questi sondaggi e articoli? Queste cose si sono già dette. Chi è stato cliente della musica nei tempi d'oro, quando c'erano i negozi veri, forniti, quando le alternative erano davvero poche, e l'unica pirateria possibile era una musicassetta registrata, possibilmente al cromo, da vinile o cd, era davvero meglio per tutti. Questo tipo di cliente, ora, è assai spaesato, intanto perché i pochi negozi privilegiano solo le ultime novità, poche discografie ragionate e approfondite, difficoltà nel reperire cose poco commerciali. Classica e Jazz, i generi meno venduti, posti ai margini e in poche colonne di espositori. Quando invece in rete è possibile trovare ogni cosa, soprattutto quei cd che nei negozi non vedi e mai vedrai, difficile resistere alla tentazione. Ma non c'è bisogno in fondo di educare o punire i 30-40enni che se hanno comperato musica continuano a farlo anche ora (ma conosco molte eccezioni in negativo), pur tra mille difficoltà. E' ai ventenni, alla download-generation, che bisogna insegnare il valore del prodotto musicale, perché sono proprio loro che se non imparano ora a comperare, ad essere sensibili e rispettare il lavoro altrui, difficilmente lo faranno dopo. Il controsenso è che si tratta della fascia d'età che è il target principale del mercato discografico, non a caso invaso da artisti o pseudo tali che a loro si rivolgono, sperando di andare incontro ai loro gusti, e portafogli! Il punto è che con la prossima fine di ogni supporto fisico, che simboleggia in proporzione proprio il valore dell'opera che veicola, sarà difficile a questi giovanissimi far capire che investire qualche somma è necessario. Mah, io non mi sento per nulla vecchio o lontano dalle idee o gusti di molti giovanissimi, ma ricordo ancora i miei primi anni '80, quel mettere da parte le 10 mila lire o poco più necessarie per comperarmi gli lp che erano compagni di ascolti appassionati, legati a tanti ricordi, anche ai negozi stessi in cui li comperai, molti dei quali scomparsi. Può forse dare la stessa emozione un'acquisto con carta di credito e relativo download da Itunes?
06/10/09: Nuove uscite per solo piano
Ottobre 2009, con l'arrivo dell'autunno arrivano sul mercato due interessanti uscite discografiche ad opera di un paio di artisti molto diversi ma di indiscutibile riferimento per lo strumento pianoforte: Keith Jarrett e Ryiuchi Sakamoto. Il pianista americano esce con ben 3 cd in una volta, con un'opera intitolata "Paris/London: testament", un titolo piuttosto enigmatico che non si capisce se voglia lasciar presagire che si tratti dell'ultimo tassello che Jarrett intende incastonare nella sua ben nutrita discografia dedicata ai concerti di musica improvvisata al pianoforte. Una uscita speciale che celebra anche i 40 anni della storica etichetta ECM, e che nel comunicato di presentazione tende bene a sottolineare quanto questo nuovo Jarrett si ponga come uno dei migliori lavori per solo piano, al pari dei concerti di Vienna, dei Sun Bears e ovviamente di quello di Colonia. Difficile a dirsi, difficile capire quanto Jarrett possa aggiungere a quanto già detto, soprattutto da lui stesso. Forse la forma più controllata dei brani, una misura più contenuta della musica, come già iniziato nel precedente "Radiance" può giovare alla fruibilità dell'opera. Per il momento possiamo ascoltare qualche minuto di ciascuna traccia sul sito della Universal, cliccando QUI.
Ryuichi Sakamoto fa uscire in Europa, in concomitanza con il suo tour per solo piano nei teatri, un nuovo disco intitolato "Playing the piano", di cui si può avere notizia sul suo sito ufficiale, a questa pagina. In realtà si tratta di una compilation di brani tratti da precedenti lavori, tra cui dei veri e proprio classici del suo repertorio, con l'aggiunta di due inediti. E' sempre più difficile trovare i lavori di Sakamoto nei nostri negozi, per il momento non c'è una preview di questo nuovo lavoro ma sicuramente ne riparleremo più avanti, dopo avere avuto modo di valutare l'eco dei suoi concerti italiani.
23/09/09: Una rinascita nostrana del pianoforte
26/02/09: PianoMen, i migliori di che?
Non bastava che L'espresso avesse proposto al pubblico una strana collana dedicata ai pianisti italiani di Jazz qualche tempo fa inserendoci pure Allevi, che ecco arrivare Panorama a creare confusione nella mente dell'italiano carente di cultura della musica pianistica contemporanea. Strana cozzaglia di cose, davvero, questa proposta dal poco competente ideatore della collana "PianoMen - semplicemente i migliori", nelle edicole da Febbraio 2009. Viene proposto "Joy" di Giovanni Allevi, sull'onda del grande successo del pianista marchigiano, seguito dal "Carioca" di Bollani, poi "Divenire" di Ludovico Einaudi, e poi, inspiegabilmente si propongono album stranieri come "Night and Day" di Joe Jackson e "Illustrated Musical Encyclopedia" di Sakamoto. Va benissimo chiudere la collana con "The Piano" di Nyman, ma mi chiedo davvero cosa c'entri soprattutto Joe Jackson. Tanto valeva allora metterci "Piano Man" di Billy Joel, il folgorante esordio di Jamie Cullum, Peter Cincotti e perché no allora qualche album di Diana Krall. Ah, dimenticavo, è una collana al maschile, a quando le PianoWomen?
Il link esatto del film, salvo modifiche da parte di Yalp è questo.
È in buona qualità video e anche audio stereo, anche se la prima impressione è che proprio l'audio delle musiche al piano non sia perfetta, spero soltanto per un errore di conversione in formato per il web.
31/10/07: Trascrizioni
26/01/07: One Fantasy
01/12/06: 30 Novembre
20/11/06: Tre quadri
14/10/06: She's Leaving Home
Inizia così uno dei brani più delicati scritti da McCarney e Lennon e incastonato in quell'opera importantissima quale è Sgt. Pepper. Il testo parla di una ragazza che fugge da casa, in cerca di libertà...
Di recente lo ha reinterpretato Brad Mehldau in trio, in precedenza anche McCoy Tyner, è quindi diventato uno standard jazz a tutti gli effetti come tanti altri pezzi dei Beatles. Io oggi quasi per caso mi sono messo nuovamente ad improvvisarci sopra, dopo averlo abbandonato per qualche mese, e alla fine mi sono divertito a cambiare diversi accordi per renderli più vicini al mio modo di sentire il pezzo, jazz in certi punti ma non troppo.
Non volevo pubblicare pezzi di altri (e che altri!) sul sito ma per questa volta farò un'eccezione, dato che il risultato della registrazione mi soddisfa, ed è a tutti gli effetti un PianoBlog; estemporaneo, pensato e arrangiato durante la registrazione, e in una sola "take".
Il link per scaricarlo direttamente è questo.
03/10/06: PianoBlog del 2 ottobre
Uno dei precedenti PianoBlog, tra quelli più orecchiabili, mi è stato richiesto come spartito, penso anche io che per i risultati più interessanti e più vicini ad essere considerati "musica ponderata" possa valerne la pena.
Tornando al brano che propongo, voglio provare un po' ad introdurlo a parole: è composto da due pezzi suonati consecutivamente che ho pensato di non separare come è accaduto in occasioni precedenti, forse perché suonavo la prima parte cercavo idealmente di portami verso la seconda calandomi lentamente nell'atmosfera. La seconda parte si identifica meglio per via di un tema più orecchiabile, in mi minore, esposto al principio e alla fine. La zona centrale è composta da diverse modulazioni e fraseggi Jazz che mi hanno lentamente ricondotto nella tonalità iniziale.
Parlandone così sembra che ci abbia pensato a lungo, invece è tutto nato casualmente, e senza alcuna correzione in mixaggio, anche se difficile da credere, talvolta anche al sottoscritto...
Come sempre spero sia gradito.


