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Categoria: Generale
scritto da: nicola
Una notizia di oggi sbattuta in prima pagina riguardante la possibile pesante tassazione degli smartphone e di altri supporti digitali, su pressione della Siae, mi spinge ad una serie di considerazioni riguardanti l'uso e consumo della musica ai nostri tempi. Certo, la proposta pare sia stata bloccata, magari verrà ridimensionata e non vale neanche la pena che io la riporti, ma rimane determinante un discorso di fondo: chi detiene il compito della riscossione dei diritti d'autore ai giorni nostri è obbligato ad arrampicarsi sugli specchi per cercare di raccogliere qualche briciola di ciò che sarebbe giusto fosse poi ripartito agli autori o comunque rispettivi proprietari delle registrazioni musicali. Non difendo la Siae e la sua organizzazione, che sicuramente abbonda di esubero di personale come in ogni italica società di vecchia fondazione che trascina ai giorni nostri il suo essere fuori dal tempo, che sicuramente ha mille torti e non è equa nella gestione dei diritti, ma è tutto un discorso a parte, ricco di accese polemiche, soprattutto per i costi spropositati imposti per la musica dal vivo.
Sembra ieri che eravamo a polemizzare sulla tassa sui supporti come cd o dvd vergini, che questi ormai sono in disuso e spesso mai usati dagli under 20 che ormai operano solo con smartphone e tablet, il supporto fisico è un vecchio optional, ed è quindi ovvio che il target su cui focalizzarsi per la riscossione dei diritti siano loro, essendo in genere come età i maggiori fruitori di musica, nonché i possessori "tipo" di smartphone. Certamente, in misura diversa siamo o siamo stati tutti "pirati". Chi non ha in casa musicassette o cd copiati? Chi più, chi meno, in un modo o nell'altro abbiamo contribuito alla triste crisi di questo sistema, ed è giusto pagarne ora le conseguenze.
Insomma, nulla di particolare di cui stupirsi, la cosa in generale e triste a mio avviso è che ormai l'accesso alla musica, non più vissuto nei canoni dell'alta fedeltà che venivano valorizzati negli anni '70 e '80, è troppo semplice, al punto dall'essere considerato quasi scontato. Se vuoi sentire una canzone, la trovi subito su YouTube, pazienza se eventualmente devi sorbirti qualche secondo di pubblicità, tanto al limite la puoi scaricare dopo con i plug-in di chrome o firefox. Se proprio non ti basta, vai su Spotify o Grooveshark, senti quello che ti pare gratis, e anche lì i plug-in per catturare quello che vuoi non mancano. Insomma, è davvero giusto tutto questo? Youtube ha già troppa pubblicità (qui in Italia) ed è un discorso a parte, essendo poi il maggior veicolo di promozione musicale, ma per gli altri servizi di streaming devo dire che non mi sembra giusto che l'utente abbia grossa scelta, e la pubblicità sia praticamente nulla. Sarei davvero disposto ad avere maggiore pubblicità, soprattutto negli account gratuiti, per andare ad aiutare la causa degli autori e -forse- ad evitare che periodicamente salti fuori la Siae con le sue proposte di tasse assurde sui supporti, anche se sicuramente, ed è anche il mio caso, uso più lo smartphone per memorizzare le mie foto e non delle canzoni scaricate, e potrei giustamente scaldarmi se qualcuno volesse tassarmi per un "presunto" uso del mio apparecchio.
Categoria: Generale
scritto da: nicola
Se non si trattasse di un brano capolavoro che continua ad emozionarmi dopo molti anni, sia ascoltandolo che suonandolo, non penso che avrei accettato volentieri di trascriverlo e arrangiarlo integralmente. Come al solito, lo spunto è venuto da una gradita richiesta, e come quasi sempre mi capita, la difficoltà è stata superiore alle mie aspettative. Non mi sono voluto basare sulle trascrizioni degli altri “colleghi” su YouTube (sempre troppo semplificate per i miei gusti, e comunque non trascritte su carta), per cui ho voluto creare la versione più fedele possibile, che contiene tutte le sfumature e le note dei due musicisti che l'hanno concepita. Poi ovviamente suonandola la si potrà personalizzare, io comunque l'ho sempre eseguita in stile “Real Book”, quindi con una certa libertà, pur seguendo il più possibile il magnifico assolo di piano nella parte centrale, e concedendomi più libertà nell'interludio e nella coda (come del resto fecero anche loro nei Live), ma nel momento in cui mi sono trovato a riscriverlo mi sono ovviamente accorto di molte sfumature che prima non avevo considerato, di cui si può ovviamente fare tesoro, ritengo comunque che suonare esattamente l'interludio e l'outro come sono scritte può rendere il brano un po' troppo “meccanico”, come capita sempre quando si vuole eseguire fedelmente una parte in origine improvvisata.

September 15th Pat Metheny & Lyle Mays, Piano solo Sheet Music transcription and arrangement by Nicola Morali

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scritto da: nicola
Con la diffusione sempre maggiore dei tablet è cambiata anche la fruizione dei documenti, perché i pdf bisogna scaricarli e spesso si preferirebbe avere un'anteprima o la possibilità di muoversi agilmente tra più documenti senza la necessità di dover attendere per scaricarli sul proprio pc, tablet o cellulare. Se è anche vero che alcune persone leggono libri sul cellulare (!) nel mio caso specifico, essendo un publisher di spartiti, la condivisione del mio lavoro ha probabilmente come scopo ultimo la stampa su carta, dal momento che per metterlo in pratica e studiarlo uno spartito difficilmente si scorre su un monitor, ma dato che le cose cambiano in fretta, non è neanche così scontato, non è escluso che sempre più tablet vengano usati al posto delle partiture, tra l'altro eliminando in un colpo il problema del vento ed eliminando le antiestetiche mollette per fissare i fogli di carta!
A parte gli scherzi, come avrete notato già da un po' di tempo mi piace condividere in maniera veloce i miei lavori tramite Scribd, che effettivamente risulta la più ampia libreria disponibile on-line in termini di pubblicazioni, anche tra le più utilizzate per gli spartiti musicali, ma soffre di una serie di difetti non di poco conto: innanzitutto la conversione degli spartiti è spesso difettosa, mi sono trovato a dover per forza convertire le singole pagine in bitmap, quindi in pdf, e poi caricarle su questo servizio, per poter avere una conversione un minimo soddisfacente, ma negli ultimi casi anche con questi passaggi l'operazione non è andata a buon fine, sono rimasti dei difetti di visualizzazione poco piacevoli. Mi sembra che in generale Scribd sia più votato ai più semplici contenuti testuali, ebook in senso tradizionale insomma, e non a cose leggermente più complesse come un pentagramma. Ho quindi deciso di testare anche Issuu, forse meno noto ma particolarmente adatto alla condivisione di magazines e documenti più complessi, con una interfaccia accattivante, la possibilità di poter sfogliare il proprio libro in orizzontale e non in verticale come Scribd, e soprattutto senza difetti! Pochi sono ancora sgli spartiti presenti, ma tanto per capirci, la visualizzazione è di questo genere: piccola anteprima, ma cliccando su expand lo spartito si vede a tutto schermo e si consulta che è un piacere. Per chi ha un Mac per semplicità è sempre consigliato Chrome in quanto serve il Flash Player, per l'Ipad dovrebbe convertirsi in HTML5 in modo automatico.

Personalmente ho scoperto questo servizio in passato consultando i volantini della Comet, ora mi sento di consigliarlo caldamente anche a chi desidera condividere i propri spartiti (ovviamente, scritti in proprio e non condivisi illegalmente).
Un ulteriore servizio di questo genere, tra l'altro anche localizzato in Italiano, si chiama Calameo e lo testerò quanto prima facendo un mirror dei miei contenuti, tra le altre cose è l'unico per ora che prevede direttamente gli spartiti nelle sue categorie di documenti. Tutti e tre questi servizi prevedono l'accesso diretto da Facebook disponendo di un account su questo social network, diversamente bisogna registrarsi per caricare contenuti o scaricare i pdf originali dei contenuti che si desidera salvare.
La mia pagina su Issuu si trova al link: http://issuu.com/nicmor
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scritto da: nicola
Devo dire che questo pezzo per piano, tema musicale trainante dell'omonimo film di Dario Argento del 1980, vedendo quanti sono i vari performers su YouTube che la suonano (più o meno bene), è in effetti una delle colonne sonore più longeve in termini di popolarità, non so se solo tra quelli che erano adolescenti all'epoca ed erano appassionati di horror (binomio a dire il vero spesso scontato), oppure anche tra gli amanti e nostalgici del progressive di cui Emerson è stato uno degli esponenti più illustri. In questo tema Keith Emerson condensa soprattutto tante influenze classiche e tanti riferimenti in particolare a Mussorgsky e Prokofiev, nella parte centrale. Trascrizione che mi è stata richiesta più volte nel corso degli anni, l'ho realizzata nel corso di questo ultimo mese e deciso di renderla disponibile al momento attraverso la piattaforma scribd. Inferno (Main Titles) - Keith Emerson - solo piano transcription - spartito sheet music by Nicola Morali
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scritto da: nicola
Aziza Mustafa Zadeh - Strange MoodAvevo detto tempo fa che mi sarebbe piaciuto trascrivere almeno un brano di Aziza all'anno, ma se nel 2011 non ci sono riuscito per questioni di tempo, anche se ho ricevuto come sempre tante richieste di trascrizioni del suo repertorio, in questo scorcio di fine agosto ho deciso di accettare una richiesta da parte di un pianista Iraniano, e quindi di dedicarmi a questa bellissima "Strange Mood" tratta dall'album "Shamans" del 2002, così da colmare almeno per il 2012 il mio debito-tributo verso questa grande pianista compositrice che sono onorato di poter diffondere tra i tanti colleghi pianisti che mi seguono e che a lei sono molto interessati. L'audio di questo brano lo potete sentire al link: http://grooveshark.com/#!/s/Strange+Mood/1S3OeA?src=5
Tecnicamente parlando, la trascrizione di un brano con un tempo così "rubato" come questo mi ha creato qualche problema di impianto generale, per non parlare della decifrazione delle battute veloci della parte centrale, inoltre ho deciso di utilizzare molte "corone" su diverse note, che potrete capire ascoltando la versione originale del pezzo, senza necessariamente intervenire sull'impostazione ritmica generale del 4/4.
Il brano è molto bello, pur discostandosi dai tratti musicali jazzistici e di ispirazione orientale che rendono più distinguibile e caratteristica la musica di Aziza. Qui, a parte qualche accordo che richiama vagamente la contemporaneità Jazz, si respira molto di più Chopin anche nell'alternarsi dei momenti particolarmente espressivi del primo tema contrapposto poi all'episodio centrale infuocato nello stile tipico del pianismo romantico.
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scritto da: nicola
Street Pianos a Parigi
Durante la mia recente visita a Parigi c'è stata la concomitanza di un evento interessante e che non sarebbe male portare anche in Italia, ovvero il tour degli "Street Pianos", dislocati in punti strategici della città e facilmente riconoscibili dai colori sgargianti e dalla scritta su ogni strumento che recita: "Play Me, I'm Yours". SI è svolta dal 22 giugno all'8 luglio. Di cosa si tratta in pratica? Tanti pianoforti verticali di varie epoche e marche (alcuni decisamente sulla soglia della rottamazione) sistemati quanto meglio possibile, dipinti appositamente da alcuni artisti e con l'aggiunta del logo della manifestazione, quindi sistemati in varie posizioni all'aperto e in alcune gallerie o stazioni della metro. Chiunque lo voglia si può fermare e suonare, per sè, per gli amici e per i passanti più o meno distratti. La location all'aperto in città come Parigi si sa, è un rischio, ma caso vuole che durante la mia visita la pioggia non si sia vista e per la manifestazione tutto è filato liscio. Non è stata felice a mio parere la scelta di mettere un pianoforte in Rue Des Lombards di fronte ad un bar dove suonavano musica dance ad alto volume, molto più azzeccato metterlo nella galleria commerciale del Louvre o di Les Halles. Personalmente non mi sono cimentato con gli strumenti sia perché passavo quasi sempre di fretta, ma anche perché erano sempre occupati, o non perfettamente accordati! l'idea di portare il pianoforte in strada però mi piace per l'allegria che porta e perché riesce a portare tra la gente uno strumento che più degli altri soffre nel rimanere relegato nei salotti o nelle sale da concerto. Certo un vecchio verticale non è proprio il massimo del piacere, soprattutto per il pianista, ma è meglio che niente. In Italia una iniziativa in qualche modo simile a questa è stata "Piano City", dvoe però erano più che altro i pianisti ad aprire la propria casa a chi volesse andare ad assistere a vari home-concerts itineranti, forse più ideale per generi di musica che vanno assaporati in silenzio (cosa che preferisco), ma non tanto per garantire una certo numero di spettatori. La rassegna c'è stata non tanto tempo fa, ma ho notato che è passata quasi inosservata, almeno dai grandi mezzi di comunicazione. Se non Milano o Roma, non credo che altre città, per dimensioni e spazi da offrire, possano aderire al progetto degli Street Pianos, comunque intanto pubblicizziamo la cosa anche qui in Italia e vediamo che succederà.
Il sito ufficiale è: http://www.streetpianos.com/
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scritto da: nicola

metodi per pianoforteCredo che abbiate già letto che ho scritto e continuo a scrivere brani pensati per la didattica pianistica, già presenti nella sezione spartiti, e ne approfitto per dire che molti altri a breve troveranno uno spazio apposito che ho intenzione di creare per colmare certi vuoti tuttora presenti nell'offerta per chi insegna, a conferma del fatto che la didattica, la costante ricerca di brani idonei a ciascun studente, e spesso la realizzazione esclusiva di brani appositamente per l'uno a l'altro allievo, sono parte del mio impegno quotidiano. Infatti, ben lungi dall'accontentarmi della seppur vasta possibilità  di scelta tra i testi a disposizione, sento sempre la mancanza di qualcosa, soprattutto di creare maggiori stimoli ed evitare di annoiare gli allievi con tappe che possono saltare, tenuto conto che la maggior parte di questi non aspirano di certo a diventare pianisti di stampo classico, insomma tutta una serie di libri e studi pesanti che possono forse affrontare in un secondo momento, una volta che avranno le idee più chiare. È certo che tutti passano varie fasi, possono anche rivelare un interesse per i temi classici ma ben presto verranno trainati dalle amicizie verso altri stili musicali, e io non ho di certo intenzione di censurare o sconsigliare questo o quel genere, ma cerco soprattutto di fornire gli strumenti più idonei per potersi poi destreggiare con il genere che interessa suonare. In realtà  non credo esista un solo libro adatto allo scopo, ma una moltitudine di testi o brani estrapolati qua e là  tali da poter fornire un ampio ventaglio e bagaglio di brani sia tecnici che divertenti, sia per i giovanissimi che per quelli meno giovani. Se per esempio nei metodi Bastien ho notato un eccessivo precorrere i tempi nell'affrontare gli accordi di tre note con la mano sinistra - questo anche nella versione per i pianisti adulti - ho trovato invece più proficuo il metodo francese Hervè et Pouillard, che però rimane di impostazione classica. un po' datato e troppo americano nei suoi contenuti musicali è invece il metodo J.Thompson, tradotto anche in italiano, che però ha qualche brano divertente soprattutto per i giovanissimi. Una collezione di brevi brani sempre molto indicata per chi inizia è sicuramente The Joy of the first Year piano, un best seller i cui brani quasi tutti coloro che sono alle prime armi hanno sempre suonato con piacere. Che dire dei "vecchi" metodi? Il tanto odiato Beyer da certi insegnanti vecchia scuola è ancora utilizzato come punto di partenza, ma come ho sempre detto a tutti quelli con cui ho avuto modo di discutere di didattica, il problema è che affronta la chiave di basso troppo avanti (addirittura all'esercizio 61!), le armonie sono ripetitive e i contenuti musicali di conseguenza piuttosto poveri, gli allievi non ne hanno mai un buon ricordo e lo trovano assai noioso. Ho invece sempre consigliato, e in parte usato, il suo antagonista Leber & Stark, molto più ricco di contenuti musicali gradevoli anche all'orecchio, che si può considerare sicuramente più completo di molti altri (e tra quelli da me citati sicuramente il più complesso). Tra l'altro è stato il metodo su cui iniziai gli studi, infatti intelligentemente il mio insegnante non usava il Beyer a differenza di tutti gli altri colleghi!

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scritto da: nicola

Alla luce dell'esperienza di ore di lavoro spese sulle non poche trascrizioni che mi sono state richieste nel corso dell'ultimo anno, volevo tornare sull'argomento e in qualche modo integrare il mio precedente post in proposito.
Le trascrizioni su cui ho lavorato e chi mi avete commissionato sono state molto variegate, da Sakamoto & Morelenbaum ai Race Against The Machine, Avishai Cohen, passando per Danilo Rea, Gianni Giudici, la colonna sonora di Amici Miei per finire con le complicate trascrizioni per Big Band del repertorio di Dinah Washington, impegno quest'ultimo molto complesso,su cui sono tuttora al lavoro, e molto grato a chi mi ha accordato fiducia in questa ambiziosa operazione.
Come sa ciascuna delle persone che mi ha commissionato le trascrizioni, il mio principio è che il diretto proprietario dell'opera richiesta è il committente, oltre  di certo al compositore i cui diritti sono tutelati. Ovviamente gli spartiti che mi sono richiesti non esistono, il mio lavoro quindi non è in contrasto con iniziative editoriali, le somme che richiedo vanno a coprire i miei costi e le mie ore di lavoro, senza troppo lucro. (continua)

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scritto da: nicola

Quando ho un più tempo del solito mi dedico alle risposte alle svariate email, parto da quelle mediamente recenti e di tanto in tanto mi accorgo di averne accantonate nei mesi scorsi, magari quelle con le richieste più complesse o alle quali era necessario dedicare diversi minuti per rispondere. Non penso sia accaduto molte volte, ma mi scuso se in qualche caso non ho risposto, state certi che se è avvenuto era perché non potevo accontentare la richiesta, sia su miei spartiti che su quelli di altri. Chi non avesse ricevuto una mia risposta per questi disguidi mi può riscrivere e come sempre spero di poter accontentare le sue richieste.

Un discorso più delicato andrebbe fatto per gli spartiti confezionati su misura, sulla vostra richiesta di trascrizioni che mi piacerebbe tanto accontentare, ma qui devo dirvi che bisognerebbe stabilire un tariffario, cosa che ho cercato di fare non senza difficoltà, quantificando in termini orari l'impegno, su una tariffa media di € 15,00 per pagina di media difficoltà. Un brano pianistico molto complesso può richiedere anche 20 ore di lavoro per ricavarne uno spartito di 6/8 pagine. Brani più semplici di 2/3 pagine si aggirano sulle 4/5 ore di lavoro. Il lavoro si svolge col piano elettrico collegato via midi al computer e al programma di scrittura, quindi tecnicamente con il sistema più veloce possibile per l'immissione delle note. Vi ricordo sempre che il lavoro avviene "ad orecchio", senza programmi automatici di riconoscimento delle note (sul genere "Dital-Ear"). Tutto questo per dirvi che molti brani li ho fatti per passione, altri per didattica, mentre le nuove richieste che mi vengono poste, laddove non sussistono queste condizioni sono disponibile a realizzarle con questo contributo economico, sia per spartiti scritti per le due mani, sia per quelli con linea melodica e accordi. Recentemente altri siti hanno pensato di offrire questo servizio, voi poi potete valutare la qualità della mia attuale offerta di musica scritta (la mia e quella di altri) e decidere a chi rivolgervi. Ovviamente, gli spartiti commissionati saranno di proprietà del committente e non saranno poi distribuiti nuovamente attraverso il mio sito. Che altro dire? Se avete richieste particolari e siete disponibili al piccolo contributo, contattatemi.

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scritto da: nicola

una scena dal Pinocchio di Luigi ComenciniApprofitto del Blog per segnalare che, sempre spinto dalle numerose richieste, ho aggiunto un'altra trascrizione-adattamento dalle celebri musiche scritte da Fiorenzo Carpi per quel capolavoro della televisione italiana che fu il "Pinocchio" del 1972 di Comencini. Tra l'altro, proprio in questi giorni va in onda la nuova versione con un cast internazionale, che ha lasciato perplessi molti, pur avendo avuto un buonissimo share. E' ovvio che gran parte delle perplessità riguardano il confronto con la colonna sonora dell'epoca, difficilmente superabile. Se mi avessero proposto, o mi proponessero in futuro di musicare un qualsiasi Pinocchio, penso che mi metterei le mani nei capelli, quando ci si deve confrontare con un'opera del passato, tra l'altro così ben riuscita e tanto radicata nella memoria delle persone, il compito si fa davvero difficile per chiunque.
Comunque sia, se per il tema iniziale mi ero basato sulla versione che potete vedere su YouTube cliccando QUI, e il cui spartito lo potete scaricare dai link a fondo articolo, per il tema di Geppetto per ora mi sono basato sulla versione pianistica proposta dal pianista il cui pseudonimo è Framaulo, pubblicata sempre su YouTube a questo LINK. Per chi ha il disco della colonna sonora o ricorda le versioni usate nel film, una è veloce, con il tema affidato alla fisarmonica (Geppetto in allegria), una seconda è invece lenta con il tema affidato alla chitarra classica (Geppetto con malinconia). Questa versione per pianoforte è una buona sintesi delle due versioni. l'interprete del video ha scritto pubblicamente di non avere uno spartito della sua versione, spero non si offenda se l'ho voluto realizzare io.
AGGIORNAMENTO! Come promesso, ho realizzato l'arrangiamento per pianoforte anche dell'altro, e forse più famoso tema della colonna sonora, la "canzone di Pinocchio" nota anche come "Birichinata". Oltre allo spartito potete anche scaricare il file mp3 che contiene la sequenza audio direttamente ricavata dallo spartito, cliccando QUI

pdf tema di Geppetto - piano solo (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf

pdf "Lucignolo" - sigla iniziale da "Pinocchio" (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf

pdf "Pinocchio: birichinata e viaggio in groppa al tonno" (Fiorenzo Carpi) - spartito pdf

31/10/07: Trascrizioni

Categoria: Generale
scritto da: nicola
C'è un lavoro di intima soddisfazione che amo molto, e che non ha prezzo date le molte ore che richiede, dedicato alla accurata scrittura su spartito di quella musica pianistica che non esiste pubblicata e disponibile per tutti quanti vogliano eseguirla. Molta bellissima musica non viene neppure mai ufficialmente pubblicata da qualche editore perché non avrebbe un riscontro di vendite tale da giustificare l'investimento, e inoltre molta musica non viene neppure rilasciata dagli stessi autori su spartito per via del troppo lavoro che questo richiede. Del resto, non dimentichiamo che molti spartiti di autori jazz esistono solo come ottime trascrizioni, dal "Koln Concert" di Jarrett, a molto materiale di Herbie Hancock o Chick Corea, come anche per i brani di Petrucciani raccolti in songbook, o gli stessi "Real Book", nati per definizione grazie al contributo dei musicisti che hanno fissato su carta la gran parte del patrimonio delle songs che sono la base del repertorio jazzistico. Certo, scrivere una linea melodica con le sigle degli accordi è cosa molto più semplice di un vero arrangiamento pianistico, ed è anche la ragione per cui molta musica italiana esiste in commercio solo in questa forma. Proprio per questo motivo nell'ultimo anno, una volta che si è sparsa la voce di una mia trascrizione pianistica di "Solo per te" dei Negramaro, mi sono giunte decine e decine di richieste dello spartito da me realizzato. Molti erano scontenti di quello trovato in commercio, dunque a volte un piccolo sforzo in più da parte di chi decide di pubblicare degli spartiti di gruppi di successo penso non guasterebbe.

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Categoria: Generale
scritto da: nicola
In questi giorni sull tv Italiane gira uno spot che esalta l'impegno del governo nella realizzazione di grandi opere strutturali dal nord al sud della penisola. Non entro nel merito della polemica politica che si è accesa attorno a questo spot, ma come giustamente altri accorti ascoltatori hanno fatto, anche io mi indigno per il grave plagio della colonna sonora che si sente in sottofondo...

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03/06/05: Benvenuti nel Blog

Categoria: Generale
scritto da: nicola
Una piccola novità del mio sito, ho pensato di fare confluire in questo spazio parte dei contenuti “non musicali” che precedentemente facevano parte dei pensieri, ma che non mi sembrava appropriato lasciare affiancati alle sezioni musicali, promettendomi in questo modo di contribuire con più regolarità alla scrittura di contenuti testuali che forse -spero- qualcuno ha il piacere di leggere.
Il tutto è dedicato a chi capita -o magari ritorna- in questo sito non soltanto per ascoltare la mia musica o scaricare i miei spartiti…in generale la mia intenzione è di esporre qui anche molte delle mie considerazioni musicali in termini di ascolto, ma non solo.